Quanto costa e chi paga la registrazione del contratto d’affitto

Quali sono gli importi da versare per registrare un contratto di locazione? A chi spetta sostenere queste spese, al locatore o all’inquilino? Molti contribuenti sanno bene che la registrazione di un contratto di affitto di un immobile comporta degli oneri fiscali ai quali si deve adempiere. Tuttavia, conoscere gli importi e le modalità di ripartizione delle spese è sempre utile per capire meglio cosa sia più conveniente.

Quali sono le spese da mettere in conto e come si calcolano

Il contratto di locazione è una prassi che spetta a chiunque conceda o prenda in fitto un immobile. Si tratta di una forma di garanzia, fiscale e legale, che le due parti sottoscrivono al momento della pattuizione del contratto. Quanto costa e chi paga la registrazione del contratto d’affitto però? L’iter da seguire è piuttosto simile in tutti i casi e prevede alcuni passaggi fondamentali presso l’Agenzia delle Entrate:

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a)presentazione del nuovo modello RLI;

b)pagamento dell’imposta di bollo di 16 euro per ogni 100 righe di contratto;

c)pagamento dell’imposta di registro tramite modello F24 Elide nel caso in cui il contratto non preveda la cedolare secca;

d)presentazione della copia del contratto con altri eventuali documenti allegati.

Come prevede la norma, il contratto di locazione va necessariamente registrato all’Agenzia delle Entrate entro il 30° giorno dalla sua stipula. A conti fatti, quanto costa e chi paga la registrazione del contratto d’affitto dunque? Non si può stabilire un costo fisso con certezza in quanto vi sono delle variazioni che dipendono da alcuni fattori come:

a)il tipo di immobile per il quale si registra un contratto di locazione;

b)la tipologia di contratto stessa (alcune possono risultare più vantaggiose di altre come scritto qui);

c)l’ubicazione dell’immobile.

Chi deve farsi carico delle spese di registrazione

Aspetto più semplice è quello che riguarda la ripartizione delle spese che la registrazione comporta. Secondo quanto ha fissato la legge di stabilità 2016, le spese vanno divise in parti uguali tra proprietario dell’immobile ed inquilino. L’obbligo che viene posto al proprietario riguarda la registrazione: spetta a quest’ultimo assolvere gli obblighi presso l’Agenzia delle Entrate o un intermediario scelto.

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