Quanto ci costa la crisi tra Russia e Ucraina, schizzano i prezzi di pane e pasta

Fa rumore la disamina di Coldiretti rispetto alle ripercussioni della crisi innescata dalla Russia contro l’Ucraina sui prezzi del grano e, in caduta libera, di pane e pasta.

I due Paesi, Russia e Ucraina, garantiscono 1/3 dell’esportazione mondiale di grano. «Un eventuale conflitto – sottolinea l’Associazione – potrebbe danneggiare le infrastrutture e bloccare le spedizioni dai porti del Mar Nero con un crollo delle disponibilità sui mercati mondiali già in grande tensione con effetti sull’inflazione».

I rincari

La denuncia fa riferimento a rincari pari al 50% per la semina e produzione di grano. Questo a seguito dell’aumento del costo del gasolio per l’impiego di mezzi per la produzione. A catena, l’aumento si ripercuote sui beni primari come pane, pasta e biscotti. Il suggerimento di Coldiretti è quello di potenziare la produzione interna, il made in Italy, e garantire «sostegni alle aziende».

Quanto ci costa la crisi tra Russia e Ucraina, schizzano i prezzi di pane e pasta

Il punto saliente è dato dal fatto che il caro energia oltre a rappresentare una mannaia in sé per le famiglie e le imprese, a catena comporta un aumento generale dei prezzi. A questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Infatti la FAO in una recente analisi ha evidenziato che nel 2021 i prezzi del cibo sono aumentati del 28% circa. Nel dettaglio il riferimento è a oli vegetali, caffè, zucchero, carne, cereali, carne e prodotti caseari. Tra le leve che spingono verso un generale innalzamento dei prezzi ci sono anche le difficoltà date dai cambiamenti climatici e cioè il verificarsi di eventi metereologici avversi che mettono a dura prova le colture. Ancora la peste suina e il Covid hanno giocato la loro parte contribuendo a scompigliare il puzzle dei prezzi.

La crisi Russia Ucraina

Appare del tutto evidente che in questo scenario già fortemente compromesso, l’acuirsi della tensione tra Russia e Ucraina, che coinvolge (tra glia altri) anche la Cina, comporterebbe un ulteriore stangata sui prezzi. È verosimile che se la situazione dovesse degenerare e partirebbero sanzioni a danno dei sovietici, certamente l’ex Unione Sovietica non starà a guardare. E se oggi apre e chiude i rubinetti del gas, domani (ma anche prima) potrebbe adottare decisioni analoghe sull’export di grano, ma non solo. Una nuova guerra si profila all’orizzonte. Senza vedere le armi, gli equilibri a livello mondiale potrebbero degenerare in forti crisi. E lo stile di vita subirebbe un duro attacco con conseguenze sociali inimmaginabili.

Anche per questi motivi è bene sapere quanto ci costa la crisi tra Russia e Ucraina. Schizzano i prezzi di pane e pasta ma anche i rapporti commerciali potrebbero subire importanti cambiamenti di rotta.

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