Quando si può mandare via di casa l’inquilino

Vorreste sfrattare un inquilino ma non sapete come fare. È possibile agire prima della scadenza di un contratto? Quali sono i presupposti legali che permettono ad un proprietario di casa di avviare uno sfratto? Le ragioni che spingono il locatore ad avviare una procedura di sfratto sono molteplici.

Quando si può mandare via di casa l’inquilino? Naturalmente, affinché si possa procedere allo sfratto, devono sussistere delle valide condizioni. Non si può certo pensare di mandare via un inquilino soltanto perché ci è poco simpatico. Ebbene, vediamo di analizzare le cause che la legge considera.

Morosità

Quando l’inquilino si mostra inadempiente nel pagamento del canone di locazione o delle spese condominiali, allora è possibile sfrattarlo. L’art.5 della Legge n. 392 Luglio 1978, stabilisce che la morosità si verifica quando il ritardo del pagamento supera i 20 giorni dalla scadenza. Questo vuol dire che il mancato pagamento anche di una sola mensilità può essere sufficiente allo sfratto. Allo scadere di tale periodo, si può avviare la pratica di sfratto secondo quanto previsto dalla legge. Certo, prima di procedere a questa maniera è sempre opportuno inviare dei solleciti al pagamento. È sempre preferibile inviare una lettera di sollecito a mezzo raccomandata A/R. Come sappiamo, le procedure di sfratto, oltre e richiedere dei tempi tecnici, comportano anche die costi. Per tale ragione, è sempre preferibile tentare prima di tutto la via bonaria.

È opportuno dire che la procedura di sfratto si rende più complessa se l’inquilino ha figli minori a carico. In questo caso, si pongono di fronte alla legge due diritti: quello del proprietario, legato alla ricezione del canone, e quello del minore che ha diritto alla tutela e ad una dimora. In queste situazioni,  si procede in giudizio ma i tempi per le procedure si dilungano in quanto il giudice potrebbe concedere delle sanatorie per la morosità o dei posticipi allo sfratto.

Inutilizzo dell’immobile

Nel caso in cui l’inquilino non utilizzi l’immobile, allora si può procedere allo sfratto. In queste situazioni è sempre bene accertarsi che sussista il mancato uso senza giustificata ragione da parte del conduttore. Solo allora sarà possibile sfrattare l’inquilino.

Inquilino molesto e irrispettoso del regolamento di condominio

Ci sono casi in cui, più che uno sfratto, è possibile intentare una causa contro l’inquilino irrispettoso del regolamento. In queste occasioni l’iter da seguire non prevede uno sfratto immediato. Questo comporta delle lungaggini burocratiche che spesso si risolvono in enormi esborsi di denaro per il locatore. È sempre bene valutare con attenzione i costi che l’azione potrebbe comportare.

L’inquilino ha l’obbligo di pagare gli arretrati

Quando si può mandare via di casa l’inquilino? Conservando la regola secondo la quale ogni caso singolo va inquadrato nella giusta realtà dei suoi elementi, occorre sempre valutare le variabili sussistenti. Ad ogni modo, bisogna tener conto che la procedura di sfratto comporta l’obbligo per l’inquilino di corrispondere gli arretrati dovuti. Nel caso l’inquilino si opponesse, il locatore può avviare una procedura di sfratto esecutivo. Spetterà, eventualmente, all’inquilino dimostrare che l’accusa non corrisponde a verità adducendo delle prove a sostegno.

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