Quando scadono le cartelle esattoriali?

Quando scadono le cartelle esattoriali?

Il contribuente che ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione delle cartelle esattoriali si chiede se scadono e quando vanno in prescrizione. Ritardare il pagamento delle tasse e delle conseguenti cartelle esattoriali è la strategia di alcuni furbetti che puntualmente tentano di evadere il Fisco. In un altro articolo abbiamo avvertito i lettori su “Quando scattano i controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate?” per evitare spiacevoli sorprese.

Occupiamoci adesso dei contribuenti che si ritrovano con cartelle di pagamento in cui compaiono le cifre di cui sono debitori. Ovviamente e soprattutto quando si tratta di somme di denaro importanti ci si chiede quando scadono le cartelle esattoriali.  Sulla cartella che l’Agenzia delle Entrate invia per conto di creditori come l’Inps o i Comuni compaiono i termini di pagamento. Oltre alle somme che è tenuto a pagare, il contribuente viene a sapere che ha 60 giorni di tempo per annullare i debiti.

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Quando scadono le cartelle esattoriali?

Ogni debitore ha interesse a sapere se le cartelle di pagamento vanno in prescrizione. Ciò perché quando le cartelle scadono viene meno l’obbligo di provvedere alla restituzione delle somme di cui si è debitori. Cade anche il rischio di subire il pignoramento del conto corrente, di un immobile e di altri beni. A conferma di ciò si legga ad esempio l’articolo 3, comma 9 della legge n. 335/1995 secondo cui “le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate per il decorso dei termini indicati”.

Non esiste tuttavia un termine unico di scadenze per tutte le cartelle esattoriali. Secondo il dettato della sentenza della Cassazione n. 23397/16 del novembre 2016 la scadenza del pagamento varia in riferimento all’imposta e alla sanzione. Ad esempio scadono dopo 10 anni le cartelle di pagamento dell’Irpef, Iva, Ires, Irap, le imposte di bollo, di registro e catastali. Cadono in prescrizione dopo 5 anni invece le cartelle di pagamento dell’Imu, Tasi, i contributi Inps e Inail, le multe stradali e le sanzioni amministrative.

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