Quando litigare fa bene alla crescita della coppia

Sapete che litigare fa bene alla coppia? Secondo recenti studi di psicologia e terapia di coppia, sì! L’importante è farlo con il rispetto per il partner. Litigare troppo ovviamente non va bene e rovina il rapporto, ma farlo saltuariamente e con le dovute misure invece rafforza il rapporto tra conviventi. Vediamo come assieme ai nostri Esperti della Redazione.

Tre regole essenziali

Quando litigare fa bene alla crescita della coppia, partendo però da tre regole essenziali: l’ascolto, l’interazione e il rispetto. Il litigio non deve essere fine a sé stesso, ma deve essere costruttivo e volto a migliorare qualcosa che non va. E ciò accade solo se alziamo la voce ascoltando comunque quello che ci dice il partner. Alziamo la voce e sbraitiamo assieme, senza sopraffarci e ricorrere alla violenza. Ce ne diciamo di ogni colore, ma nel rispetto della persona che amiamo.

Il litigio perfetto

Se quindi litigare fa bene, ecco allora che, secondo gli studiosi, ci sono anche dei momenti e delle situazioni che rendono il litigio perfetto:

a) andare subito al nocciolo della situazione e non girare attorno al problema;

b) comunicare, anche urlando assieme, ma non deve esserci il silenzio e il “muso” di uno dei due;

c) mettersi nei panni l’uno dell’altro e analizzare il perché del litigio;

d) non pensare che il partner abbia comunque intuito a priori il motivo della nostra arrabbiatura;

e) mai rivangare il passato e, soprattutto, storie d’amore sepolte e relazioni precedenti;

f) la vittoria è una sconfitta: offendere e farsi del male è il contrario di volersi bene.

L’arma vincente

Quando litigare fa bene alla crescita della coppia, utilizzando un jolly che potrebbe cambiare le carte in tavola: il “time out”. Sembra incredibile ma una litigata che fa bene mi fa crescere la coppia può anche prendere spunto dalla pallacanestro. Nel momento in cui vi sentite stanchi, vi accorgete che litigio non porta ad alcuna soluzione e vi sentite impotenti, allora fate come un coach di basket: chiamate “time out”. Questa tattica può portare a spegnere gli animi dei due contendenti, a riportare su posizioni più miti, e perfino a strappare il sorriso di uno dei due. Questo però non va visto come un momento di abbandono, ma semplicemente come una tregua per analizzare con più freddezza e lucidità la situazione.

Approfondimento

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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