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Quando gli albergatori ricaricano centinaia di euro sui preventivi vacanze

Un focus per capire quando gli albergatori ricaricano centinaia di euro sui preventivi vacanze.A dare notizia di questo “balzello” estivo che rischia di gravare, indebitamente, sulle tasche dei villeggianti, è un’associazione a difesa dei consumatori. Diverse sono state infatti le segnalazioni pervenute all’U.Di.Con, Unione Difesa Consumatori dell’Emilia Romagna. La punta delle proteste, per ora, sembra concentrata nella riviera romagnola, ma si teme che non si tratti di un fatto così isolato. Vediamo quindi di capire quando gli albergatori ricaricano centinaia di euro sui preventivi vacanze.

I fatti

A dare dettagliata notizia di quanto sta accadendo è sempre l’U.Di.Con sulla sua home-page ufficiale. Questo dunque è il “copione”: “il cliente chiama, si accorda per le date di villeggiatura e dopo il primo preventivo, […] il prezzo spesso aumenta in maniera proporzionale”. Vediamo quindi di capire cos’è che fa scattare l’incremento del primo preventivo. Ed inoltre l’incremento è proporzionale a cosa? Perchè, com’è intuibile, c’è una qualche costante che sopraggiunge in tutte le segnalazioni e che determina la lievitazione dei prezzi.

I bonus

L’elemento che sta alla base del cambio di marcia e di preventivo degli albergatori è infatti il tanto discusso bonus vacanze. Quindi, nel momento in cui gli aspiranti villeggianti fanno una fatidica domanda, i preventivi s’impennano. Per cui, basta chiedere se gli alberghi accettano i bonus vacanze, per far automaticamente lievitare i prezzi dei preventivi. I bonus vacanze, materialmente, sono dei crediti erogati dallo Stato a favore dei nuclei familiari con una soglia limite Isee.

Aumenti e giustificazioni

Stando ad alcune stime, i prezzi dei soggiorni estivi, e degli annessi servizi, con questo “trucco” possono essere ritoccati al rialzo fino al 20%. Aumenti sostanziosi che, peraltro, stando sempre a quanto riferisce U.Di.Con., si basano su giustificazioni valutate come “risibili”. Per cui, considerando che i bonus in media possono essere, a seconda dei nuclei familiari, di valore compreso tra i 150 e i 500 euro, il ricarico può costare piuttosto caro.

Cosa fare

A fronte di questa situazione, che l’Unione a difesa dei consumatori non esita a definire “paradossale”, cosa fare? Innanzi tutto, prendere consapevolezza che gli albergatori che hanno inteso aderire alla campagna “bonus vacanze”, non sono nel giusto. Per cui, laddove si dovesse incorrere in condotte di tal tipo, è consigliabile segnalare il caso alle associazioni territoriali a difesa dei consumatori. Questo al fine di evitare che il bonus, anziché un aiuto, si trasformi in un aggravio di spesa per i consumatori.

Perchè accade

Perchè accade questo? Presumibilmente la ragione si annida in come è concepito il bonus vacanze. Trattandosi di un credito e non di liquidità, di fatto, le entrate per gli albergatori si posticipano, a fronte delle spese immediate da sostenere. Ciò, però, non può giustificare questa sorta di paradossale “rivalsa” sugli ignari cittadini e aspiranti vacanzieri

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