Quando conviene presentare la domanda per la pensione e garantire la continuità tra lo stipendio e l’assegno pensionistico

I lavoratori oramai vicini all’uscita dal mondo del lavoro devono prepararsi al passaggio verso la pensione.

Il percorso che porta all’uscita è piuttosto delicato. E gli adempimenti amministrativi necessari per accedere alla pensione sono molteplici.

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Capita, però, di frequente, soprattutto negli ultimi anni, che tra lo stipendio e l’assegno pensionistico non vi sia continuità. E che il lavoratore resti senza reddito per diversi mesi.

E allora cosa fare per evitare che questo accada.

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Quando conviene presentare la domanda per la pensione e garantire la continuità tra lo stipendio e l’assegno pensionistico.

Quest’oggi con i Consulenti esperti di Previdenza di ProiezionidiBorsa esamineremo quando è il momento giusto per presentare la domanda di pensione al fine di garantire la continuità tra lo stipendio e la pensione.

Quando conviene presentare la domanda per la pensione e garantire la continuità tra lo stipendio e l’assegno pensionistico

Di regola, la domanda per l’accesso al trattamento di quiescenza si presenta con tre mesi di anticipo rispetto alla decorrenza dell’assegno pensionistico.

A seconda delle categorie dei lavoratori, e delle iscrizioni alle diverse gestioni previdenziali, cambiano procedure e termini. Nonché le attese per ricevere la pensione.

Per esempio, per i dipendenti della Pubblica Amministrazione iscritti all’INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) la domanda per l’accesso alla pensione deve essere presentata sei mesi prima rispetto alla decorrenza dell’assegno.

Presentare la domanda in anticipo equivale a garantire continuità tra lo stipendio e l’assegno di pensione. E dunque a non restare senza reddito.

Purtroppo, negli ultimi anni si è comunque registrato un aumento dei tempi di risposta dell’INPS riguardo alle domande di pensione. In media, il primo assegno arriva dopo 4-5 mesi dalla domanda.

Fermo restando il principio che qualora ciò dovesse accadere, comunque, il lavoratore, ha diritto a percepire gli arretrati. Calcolati dalla data di decorrenza della domanda.

I lavoratori devono organizzarsi per tempo

I lavoratori prossimi alla pensione, pertanto, devono organizzarsi per tempo.

E per fare una previsione del futuro, è necessario capire non solo quanto si andrà a percepire di pensione. Ma soprattutto quando arriverà il pagamento. In modo tale da regolarsi per far fronte alle spese familiari nell’attesa di ricevere il primo assegno.

Premesso che la domanda per la pensione si presenta esclusivamente online, tramite SPID, si consiglia ai Lettori di rivolgersi ai centri CAF, Patronati, commercialisti. O altri intermediari autorizzati che si occuperanno della pratica.

Anche perché i moduli da utilizzare variano a seconda del tipo di pensionamento a cui si accede.

Basti pensare che per alcuni dipendenti è necessario che si sia concluso il rapporto di lavoro per presentare la domanda di pensione.

Così come per alcuni lavoratori autonomi, non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

In altri casi, è prevista una finestra mobile che varia a seconda della pensione.

Insomma, alla domanda “quando conviene presentare la domanda per la pensione e garantire la continuità tra lo stipendio e l’assegno pensionistico” non esiste una risposta universale.

Piuttosto, si consiglia ai Lettori di farsi assistere da un Patronato o da un intermediario abilitato con un bel po’ di anticipo rispetto alla data della pensione. E ciò  per cercare di garantire la continuità. E non restare senza reddito.

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