Quando alla cassa possono rifiutare le banconote

Negli ultimi anni si è spesso parlato della crescente difficoltà di utilizzare il denaro contante per le proprie spese. Il Governo, analogamente ad altri in tutto il mondo, ha disposto infatti una serie di limitazioni all’uso di banconote e monete. Queste norme vietano di effettuare transazioni in contanti per importi pari o superiori a 2.000 euro. Presto questo limite scenderà a 1.000 euro e spingerà sempre più cittadini ad utilizzare prevalentemente altre forme di pagamento.

Abbiamo trattato le limitazioni previste e le relative sanzioni in un recente approfondimento. Resta però pienamente legittimo effettuare pagamenti in contanti nei limiti previsti dalla normativa. Ad esempio, alle casse del supermercato, dove normalmente gli importi da pagare sono ben al di sotto delle soglie massime. In questo articolo approfondiremo quando alla cassa possono rifiutare le banconote e se questo rifiuto è legale o meno.

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La normativa in merito

Ovviamente al supermercato, come presso qualsiasi altro negozio, non c’è alcun divieto di pagare in contanti. Al di sotto del limite di 2.000 euro la scelta del metodo di pagamento è a totale discrezione del cliente. Da quest’anno, la Legge di Bilancio obbliga gli esercenti a dotarsi di POS ma il denaro contante resta valuta di corso legale. La circolare 291/98 indica infatti l’euro come valuta ufficiale in Italia e ne dispone la piena accettazione.

Per capire quando alla cassa possono rifiutare le banconote, va quindi analizzato l’unico rischio in capo al negoziante. Ovvero la possibilità che le banconote utilizzare per il pagamento siano contraffatte. Nonostante i sistemi sempre più sofisticati per stampare le banconote, la loro falsificazione resta un problema molto diffuso. Un forte rischio in particolare per gli esercenti che effettuano un numero elevato di transazioni ogni giorno. Per questo motivo molti di loro, si sono dotati di appositi sistemi di verifica.

Quando alla cassa possono rifiutare le banconote

Spesso, quando paghiamo in contanti, la persona alla cassa inserisce le banconote in un apparecchio in grado di rilevarne la conformità agli standard. La specifica macchinetta darà quindi il via libera al pagamento o avviserà di possibili problemi. A quel punto sarà l’esercente a dover decidere se accettare o meno il pagamento. Il rischio è elevato in quanto chi scopre di avere in mano una banconota falsa deve esimersi dall’utilizzarla consegnandola alla Banca d’Italia. La quale non rifonderà in alcun modo il presentatore.

Rimetterla in circolazione comporterebbe una multa fino a 1.032 euro e l’arresto fino a sei mesi, come previsto dall’articolo 694 c.p. In conclusione, le norme ed il rischio economico determinano quando alla cassa possono rifiutare le banconote. Il cliente può soltanto recarsi alla propria banca per far valutare con maggior precisione i contanti incriminati. Questi ultimi, se effettivamente falsi, dovranno rimanere in banca e saranno irrimediabilmente persi.

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