Quali truffe si possono avere utilizzando il Bonus Vacanze?

Uno degli strumenti che ha avuto più successo durante la prima ondata pandemica, è stato sicuramente, il Bonus Vacanze. Esso, pertanto, è stato prorogato fino a giugno 2021 dal decreto Ristori. Tuttavia, non mancano gli imprevisti, anche forse in ragione del largo utilizzo che è stato fatto di questo strumento. Quindi, in considerazione dei fatti denunciati ultimamente, vediamo quali truffe si possono avere utilizzando il Bonus Vacanze.

In particolare, su alcuni social network, gli utenti hanno rinvenuto degli account che offrono la possibilità di convertire in denaro detto bonus. Certo, la cosa ha dell’incredibile, però qualcuno ci è cascato. Sono stati, inoltre, segnalati degli account o banner che utilizzano come “specchietto per le allodole”, offerte turistiche particolarmente convenienti. Senonchè, essi, una volta ottenuti i dati del titolare del beneficio e il codice o il QRcode del Bonus Vacanze, scompaiono dal web. In tal modo, i malviventi utilizzano i dati dei malcapitati, in modo fraudolento, anche per altri fini e, certamente, si appropriano del bonus. Quest’ultimo, quindi, viene reso inutilizzabile. Per tutte le indicate ragioni, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato ai cittadini un invito a diffidare delle offerte sul web, che si caratterizzano nel modo descritto.

Bonus vacanze, contro le truffe regole standard nell’utilizzo dei dati

Quindi, abbiamo visto quali truffe si possono avere utilizzando il Bonus Vacanze. Sul punto, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate a fornire i suggerimenti del caso. Lo ha fatto, pubblicando sul proprio sito alcune raccomandazioni per evitare dette truffe sull’utilizzo del bonus. Inoltre, sui fatti verificartisi, la stessa Agenzia, unitamente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e PagoPA, hanno avviato delle verifiche.

Pertanto, è bene che si utilizzi il bonus in maniera strettamente conforme a quanto stabilito dalla legge. All’uopo, si chiarisce che il codice del bonus, unitamente agli altri dati del cliente, vanno comunicati al fornitore del servizio turistico solo al momento del suo effettivo utilizzo.

Senonchè, la persona che intende fruire del bonus, deve comunicare al fornitore il codice univoco o il QRcode, insieme con il proprio codice fiscale, che dovranno essere indicati sulla fattura emessa, a fronte del pagamento. Solo allora il fornitore del servizio, verificherà la validità del bonus attraverso la procedura web, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Dopodichè, in caso di esito positivo della procedura, può confermare l’applicazione dello sconto. In proposito, l’Agenzia ha sottolineato che un diverso utilizzo dei dati relativi al Bonus Vacanze non è consentito.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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