Quali sono le mosse che faranno le Banche centrali nei prossimi mesi e come potrebbero reagire i mercati?

Oggi, in scena, la BCE. Le attese erano tutte puntate su una presa di posizione dei vertici della Banca Centrale Europea sugli acquisti messi in atto per arginare gli effetti della pandemia. E le attese non sono state tradite.

Le decisioni della BCE

Le decisioni prese sono chiare: niente tapering per il momento. Anzi, la scelta di Christine Lagarde si è orientata verso la volontà di mantenere nella sua totalità lo status quo. Tradotto in numeri si parla di tassi che vanno dallo 0 allo 0,25% passando per quelli negativi (-0,50%) riguardanti i depositi presente nella stessa BCE. Confermati anche i 1.850 miliardi sul programma di acquisti, programma che, nato per difendere l’economia dalla tempesta Covid, rimarrà per lo meno fino al marzo 2022. In tutto questo, nulla cambierà per la guidance. Almeno fino a quando le dinamiche dell’inflazione non si muoveranno verso un livello vicino ma al di sotto del 2%.

La settimana prossima sarà la volta della FED

Intanto per i prossimi giorni l’attenzione sarà rivolta alla Federal Reserve. Ma allargando la prospettiva al resto degli altri istituti, quali sono le mosse che faranno le Banche centrali nei prossimi mesi e come potrebbero reagire i mercati?

In realtà le conseguenze della pandemia hanno praticamente costretto i vertici delle varie Banche centrali ad orientarsi tutti verso una politica accomodante. Strategia che, sebbene non concertata, è stata una scelta obbligata per tutti. Quello che ci si chiede, adesso, è: partendo dall’assunto che non si è trattata di una decisione concordata, in futuro come si comporteranno i singoli Istituti?

Quali sono le mosse che faranno le Banche centrali nei prossimi mesi e come potrebbero reagire i mercati?

Sappiamo che un eventuale aumento dell’inflazione non dovrebbe essere un pericolo di cambiamento nelle varie politiche monetarie. Una certezza che ha spinto gli analisti di Pimco a definire quella dell’inflazione una “fiammata temporanea”. Ad ogni modo le paure già scontate nelle scorse settimane potrebbero essere un primo banco di prova per i mercati. Una sorta di vaccino. Recentemente Philippe Gräub e Bernard McGrath di Union Bancaire Privée, hanno sottolineato un particolare importante. Il fatto che già ci si aspettasse, in passato questa eventualità eviterà ai mercati un eccessivo “effetto sorpresa” quando le Banche Centrali decideranno, realmente, di inasprire le rispettive politiche finora accomodanti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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