Quali sono le difficoltà di chi lavora, opera ed investe nel settore immobiliare?

La nuova Direttiva UE sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive) è l’ultima delle tante incognite che gravano sul settore immobiliare. A sottolineare le tante problematiche è l’architetto Alberto Molinari, Presidente Asso Nazionale Architetti e Ingegneri, recentemente premiato all’Annual Meeting di ProiezionidiBorsa. Di seguito l’intervista rilasciata alla nostra Redazione.
Facciamo il punto della situazione su un settore, quello immobiliare, che faticosamente sta tentando di riprendersi dalla tempesta Covid. Quali sono le difficoltà di chi lavora, opera ed investe?

Se volessimo sintetizzare in una parola, questa sarebbe: mancanza di programmazione. Il settore edilizio ha bisogno di tempo per essere messo in moto  e deve avere la collaborazione delle amministrazioni per ragionare in tempi rapidi. Provo a descriverlo con un esempio per step legato ai Bonus.

  1. il committente, si rivolge ad un tecnico;
  2. il quale deve accedere a dati depositati negli enti;
  3. verificarne la sussistenza con rilievi e la diversità od omogeneità a quanto autorizzato;
  4. preparare il progetto;
  5. presentarlo al committente che lo sottoscrive;
  6. presentarlo all’amministrazione competente con asseverazioni.

Insomma, alla fine, il tempo medio trascorso è di circa tre mesi, se tutto funziona bene e le amministrazioni danno la documentazione necessaria per capire se il progetto approvato è conforme.

Pertanto per parlare chiaramente come se stessimo interloquendo con la “massaia di Vigevano”: l’edilizia non è una semplice bottega dove entri accendi la luce e tutto è pronto per partire. Anzi, fatta la legge, abbiamo le interpretazioni di ben 3/5 enti (Ufficio delle Entrate, ENEA, ecc.) che vincolano gli articoli. Non solo, ultimamente la stessa legge ha avuto ben cinque “aggiustamenti”. Queste sono le difficoltà che si trova davanti un professionista, che ricordiamo fa l’interesse della gente.

Quali saranno le conseguenze della nuova direttiva EPBD riguardante l’efficienza energetica degli edifici? 

Le indicazioni sulla Direttiva EPBD pare sconvolgano il quadro generale. Pur essendo, come professionisti, dalla parte di chi vuol salvaguardare l’ambiente, non possiamo esimerci dal dire che una legislazione così imposta sta diventando uno dei fattori critici negli scenari economici. Ci sembra che tutto ciò crei conflitto tra sviluppo ed ambiente. L’ipotesi di vietare vendita e locazione di abitazioni non a norma energetica, che oggi raggiungono il 70-90% del patrimoni, rischia di essere il preludio di una depressione economica. Trascinare il valore a zero del bene primario delle famiglie cosa significherebbe, economicamente parlando? Inoltre non vi è chiarezza sul mix di energie alternative da applicare e su cui dovremmo investire.

Che dire poi del patrimonio storico, del patrimonio dei nostri borghi, dove la bellezza di ogni particolare costruttivo fa la differenza tra un edificio e l’altro? Senza contare che attraverso l’impacchettamento con il cappotto termico (unica soluzione valida per salire di grado) avremmo una Italia di plastica. Dove andrà la cultura architettonica con l’uso dei materiali autoctoni che ci hanno contraddistinti nel Mondo?

Asso Ingegneri e Architetti, chiede alla politica  di essere realista, di avere il tempo di ragionare su leggi che, di fatto, diventano divieti, di non avere step impositivi ma di applicare sistemi di gradualità. Inoltre chiede che la transizione debba essere coadiuvata e spinta da eco-incentivi.  Infine, cosa molto importante, che vi sia una politica di salvaguardia delle parti storiche della città, zone che non possono essere incappucciate da pareti di plastica.

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