Quali sono le detrazioni fiscali che spettano sempre, a prescindere dal reddito dichiarato?

Partiamo col dire che la Legge di Bilancio 2020 ha eliminato diversi benefici per i ceti più ricchi. In particolare, si è previsto un tetto di reddito oltre il quale non è più possibile ottenere le detrazioni del 19%. Si pensi, ad esempio, a quelle per le spese mediche.

La finalità della riforma è di ridurre gradualmente l’ammontare delle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito superiore a 120.000 euro. Ciò, fino ad azzerarle del tutto al raggiungimento di un reddito pari a 240.000 euro. Vediamo, però, quali sono le detrazioni fiscali che spettano sempre, a prescindere dal reddito dichiarato.

Quali sono le detrazioni fiscali che spettano sempre, a prescindere dal reddito dichiarato?

Ebbene, le detrazioni che spettano sempre, a prescindere dal reddito sono quelle per interessi passivi su prestiti o mutui agrari.

Poi vi sono quelle per interessi passivi per mutui sull’acquisto della prima casa e le spese sanitarie. Per queste ultime si intendono, più nel dettaglio, le spese mediche e di assistenza specifica, nonché quelle per prestazioni specialistiche e chirurgiche.

Poi abbiamo le spese per protesi in genere, quelle sostenute per l’acquisto di medicinali e di alimenti speciali a fini medici.

Ancora, detraibili senza limiti di reddito sono le spese sostenute per mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento. Naturalmente, esse riguardano soggetti con problemi motori o disabili.

Poi, infine, le spese per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici finalizzati a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti con i relativi problemi.

Come si calcola il reddito

Ai fini delle detrazioni fiscali, il reddito considerato è quello complessivo. In altri termini, si tratta di quello considerato al netto del reddito dell’abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

Nel reddito complessivo rientrano, poi, anche i redditi da locazione assoggettati alla cedolare secca. Poi, anche quello d’impresa e di lavoro autonomo assoggettato al regime forfettario.

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