Quali sono le condizioni per un tracollo dei mercati finanziari? Un approccio statistico, quantitativo e macro-economico

Nei nostri articoli spesso ripetiamo che l’approccio ai mercati finanziari deve essere quello degli esploratori che si avventurano in territori sconosciuti di cui si conosce approssimativamente la mappa.

Quest’ultima serve per orientarsi a grandi linee, ma deve essere l’osservazione del territorio a guidarci e a evitarci problemi.

La nostra mappa sui mercati finanziaria è quella che ci siamo costruiti utilizzando le serie storiche (Il codice dei mercati finanziari).

Il territorio sono i grafici di borsa in tempo reale che analizziamo con i nostri metodi proprietari.

Un altro fattore molto importante, poi, è la percezione del territorio che ci circonda. Posso esserci, infatti, indizi che possono presagire qualche pericolo. Immaginate di camminare in un bosco su un sentiero previsto dalla vostra mappa e che all’improvviso vedete scappare nella direzione opposta gli animali di piccola taglia. Sicuramente c’è qualche pericolo in agguato.

Quello che abbiamo scoperto durante la nostra esperienza ultra decennale sui mercati finanziari è che quando mappa e territorio coincidono abbiamo altissime probabilità di non andare a sbattere contro qualche ostacolo imprevisto. Tuttavia non bisogna abbassare la guarda e prestare attenzione agli indizi che provengono dal territorio.

Nel seguito di questo articolo andiamo ad analizzare la mappa, il territorio e gli indizi.

La mappa: le previsioni delle serie storiche

In un precedente articolo (Mercati finanziari: le correlazioni intermarket non funzionano!) abbiamo mostrato come per il frattale previsionale di Proiezionidiborsa la correlazione dal 2008 al 2016 con l’andamento reale delle quotazioni è risultata essere dell’85.1%. Le attese per il 2017 sono mostrate nella figura seguente da cui si evince come la mappa prevede a breve  un massimo dei mercati dal quale dovrebbe iniziare un forte ritracciamento.

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C’è poi un’altra analogia storica che abbiamo analizzato in passato (Trump, Reagan e il futuro dei mercati azionari. La storia si ripete?) e che vogliamo ricordare.

La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali di ieri somiglia a quella di Ronald Reagan, che nel 1980 sconvolse i pronostici battendo Jimmy Carter per insediarsi per otto anni alla Casa Bianca.

Ronald Reagan come Donald Trump era considerato un outsider, era poco amato dalle gerarchie del suo partito repubblicano, che lo vedevano come troppo conservatore.

Senza entrare nelle discussioni sull’impatto sui mercati nel lungo termine, troverete tutto nell’articolo, nel grafico seguente abbiamo confrontato il nostro frattale previsionale per il 2017 (linea rossa) con quanto accaduto nel 1981, primo anno presidenza Reagan.

Quanto previsto per il 2017 (primo anno presidenza Trump) è praticamente identico con quanto accaduto nel 1981 (primo anno presidenza Reagan).

Le attese, quindi, sono per una prima metà del 2017 che procede con un movimento laterale, seguito nella seconda parte dell’anno da un crollo delle quotazioni.

Per il momento tutto è in linea con le previsioni.

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Il territorio: le attese analizzando l’andamento reale dei mercati

Prima di analizzare i grafici vogliamo fare una premessa. Una delle costanti che abbiamo individuato durante i nostri anni di studi dei mercati finanziari è la solidità del III° obiettivo naturale, noto anche come “limite invalicabile”.

Su questo livello, individuato utilizzando La Nuova Legge della Vibrazione e Running Bisector, tutti i ribassi e rialzi si fermano per invertire la loro tendenza.

Come si vede dal grafico seguente, le quotazioni vengono da un lunghissimo rialzo e nel medio termine hanno ancora margini di crescita di circa il 3/4% prima del raggiungimento del III° obiettivo naturale.

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Gli indizi: i segnali che provengono dal territorio

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Gli indizi che vengono dal territorio, quindi, sono molteplici e ben chiari. Un enorme pericolo incombe sui mercati finanziari e bisogna essere pronti a non esserne travolti.

Conclusione

La mappa dice ribasso, il territorio fa intravedere in lontananza ostacoli insormontabili, i segnali dal territorio sono unici e indicano un pericolo imminente.

Tuttavia mai fasciarsi la testa in anticipo. Nonostante le recenti debolezze (soprattutto in Europa), infatti, ci potrebbe essere un ultimo guizzo rialzista prima dell’affondo.

La congiuntura causa del tracollo, potrebbe verificarsi in area 2560 dell’S&P500, quando mappa e territorio si allineerebbero facendo aumentare le probabilità per un forte ribasso dei mercati.

Ribasso fino a che livelli?

Gli obiettivi per i principali indici mondiali sono (Mercati azionari: la storia ci dice che da settimana prossima si scende. Le attese (da incubo) se dovesse avere ragione)

Dow Jones I° obiettivo naturale in area 14000

S&P500 I° obiettivo naturale in area 1570

Future DAX I° obiettivo naturale in area 9200

Future FTSEMIB I° obiettivo naturale in area 13500

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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