Quali sono gli effetti dell’Alzheimer sul cervello umano?

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La malattia di Alzheimer è una delle più note a livello globale. E’ così importante che nel linguaggio colloquiale, per dire che una persona sta rimbecillendo, gli si chiede se abbia sviluppato l’Alzheimer. Ma ben poco si sa sulla malattia stessa. Tranne le possibilità di diagnosticarla con relativa facilità, ed il fatto che oltre all’età, essa sia legata alla genetica. Ma quali sono gli effetti dell’Alzheimer sul cervello umano?

Causa e progressione della malattia non sono ancora chiari. Sono probabilmente associate alla degenerazione naturale del cervello. E sembrano direttamente collegate alle placche degenerative che si formano su quest’ultimo, ma ancora non ci sono certezze. La terapia è ancora in alto mare, ed assolutamente parziale. Al momento può solo rallentare parzialmente la degenerazione cellulare cerebrale. Siamo ancora lontani, purtroppo, da trattamenti che ne arrestino o, ancora meglio, invertano il decorso della malattia.

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L’Alzheimer è una delle malattie a più grave impatto sociale del mondo. E questo a causa di tre fattori. Prima di tutto una ampia e sempre crescente diffusione tra la popolazione. In secondo luogo l’appena citata limitata efficacia, chiaramente non risolutiva, delle terapie a disposizione. Infine, le enormi risorse che servono per la sua gestione, che sono al contempo emotive, economiche, organizzative e sociali.

Quali sono gli effetti dell’Alzheimer sul cervello umano?

L’imaging diagnostico a disposizione a livello sanitario è oggi molto elevato nei paesi sviluppati. Le varie tipologie di TAC e di risonanza magnetica possono confermare con certezza la diagnosi medica. In esse si evidenziano molto bene gli effetti della malattia su chi ne è afflitto. Per prima cosa il cervello sembra accartocciato su se stesso, occupando meno spazio nella scatola cranica di quanto gli serva.

Una delle prime aree colpite dal degeneramento cognitivo dell’Alzheimer è la corteccia entorinale. Che è parte dell’ippocampo. Quest’ultimo è la zona del cervello che ha un ruolo nella memoria, nella navigazione spaziale e nel controllo dell’attenzione. La zona si riduce di dimensione e si accartoccia. Che quindi la malattia si manifesti con l’impossibilità di ricordare cose nuove e con la perdita dei ricordi è naturale. Ma si osserva un effetto di marcata riduzione anche sulla corteccia cerebrale. Ed essendo quest’ultima coinvolta nei meccanismi e nelle funzioni mentali complesse, una sua degenerazione porta agli effetti osservati nell’Alzheimer.

Infine, si osserva un marcato allargamento dei ventricoli cerebrali, in particolar modo dei primi due. Questo fatto comporta uno sfasamento cognitivo. Ciò avviene dato che il peso del cervello è minore, e il suo galleggiamento nell’encefalo risulta compromesso. E dato che il liquido che circonda il cervello serve come protezione immunologica e meccanica, una qualsivoglia variazione nei ventricoli è oltremodo dannosa a livello cognitivo. Ecco quali sono gli effetti dell’Alzheimer sul cervello umano.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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