Quali salumi mangiare perché sono quelli che fanno meno male

Tutti i nutrizionisti, in genere, raccomandano per la dieta di moderare il consumo di insaccati. Anzi, spesso consigliano proprio di evitarli preferendo al salame, per esempio, mangiare una bistecca. Ma se proprio non si può fare a meno, quali salumi mangiare perché sono quelli che fanno meno male? E questo perché i cibi a base di carne lavorata e processata non sono tutti uguali.

Ecco quali salumi mangiare perché sono quelli che fanno meno male

Al riguardo, prima di tutto, c’è da dire che negli ultimi anni l’industria alimentare, seguendo anche le tendenze salutistiche dei consumatori, ha immesso sul mercato salumi caratterizzati da un basso contenuto di grassi.

Da questo punto di vista spicca il prosciutto crudo che, rispetto a quello cotto, garantisce un minor apporto di grasso e, nello stesso tempo, un maggior apporto proteico. Inoltre, in caso di aggiunta di farine, il prosciutto cotto contiene, oltre a più grassi rispetto al crudo, pure i carboidrati.

Nella classifica dei salumi più magri da mangiare, oltre al prosciutto crudo, c’è pure il tacchino e la bresaola. In particolare, il salame tacchino ha circa 150 calorie ogni 100 grammi, ovverosia sostanzialmente le stesse della bresaola. Mentre con il prosciutto crudo si sale a circa 230 calorie ogni 100 grammi.

Dalle calorie alla quantità di sale, i due valori chiave per la scelta degli insaccati

E se prosciutto crudo, la bresaola ed il tacchino spiccano tra i salumi più magri, quelli più grassi spaziano dal salame milanese, con circa 380 calorie ogni 100 grammi, ai würstel con circa 270 calorie, e passando per il salame ungherese con le calorie che, in questo caso, per 100 grammi di prodotto mangiato, schizzano a 420 circa.

Inoltre, quando si sceglie un salume rispetto ad un altro, da un lato, è importante leggere l’etichetta per conoscere l’apporto calorico ma, dall’altro, bisogna pure fare attenzione alla quantità di sale.

 

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