Quali prospettive per i mercati dopo Parigi?

DAGLI ATTENTATI DI PARIGI AGLI SCENARI INTERNAZIONALI:

QUALI PROSPETTIVE?

Intervista a Gian Piero Turletti

Autore Magic box in 7 passi

In queste ore, in questi giorni, si sprecano articoli e commenti sui drammatici fatti di Parigi. In questo articolo/intervista, non vorremmo da Lei tanto un commento sugli aspetti legati ai mercati, quanto, piuttosto, una disamina della situazione, che sicuramente avrà impatti anche per l’investitore.

Cosa può dirci?

Come mia consuetudine, non avrò molti peli sulla lingua, lo dico perché credo che la situazione non sia stata compresa a fondo, e che vi sia anche molta ipocrisia in giro.

Le cose andavano decise chiaramente sin dall’inizio. Mi riferisco alla situazione internazionale, sviluppatasi a seguito delle alleanze militari, oltre che politiche, che si sono andate sviluppando nel tempo.

Gli attentati di Parigi, ed in genere quelli subiti dall’occidente, non nascono ora, ma sono conseguenze di uno scenario internazionale che si è andato sviluppando nel tempo.

Tale scenario era chiaro di militari, ed in particolare ai servizi di intelligence, che l’hanno reso noto ai politici da tempi non sospetti.

Allearsi per combattere una guerra contro paesi ed organizzazioni di un certo tipo, comportava, inevitabilmente, una serie di opzioni, ognuna delle quali aveva diverse conseguenze.

Come sanno i tecnici militari, una guerra non può mai essere vinta, senza interventi di terra, e condurla solo con attacchi aerei avrebbe esposto gli alleati a ritorsioni anche di questo tipo, come già successo a Madrid, a Londra, e negli USA, con l’11 settembre, data storica che ha inaugurato un nuovo tipo di guerra.

Gli occidentali, da tempo, avevano tre essenziali opzioni, non schierarsi nelle guerre in atto con paesi ed organizzazioni varie, limitarsi ad attacchi aerei, oppure decidere un intervento su vasta scala, comprensivo di interventi di terra per il controllo del territorio.

I servizi di intelligence e gli strategist militari avevano da tempo avvertito sui rischi che comportava una guerra non condotta sino in fondo.

Ricordando quali sarebbero stati i probabili esiti financo della seconda guerra mondiale, senza invasione di terra della Germania nazista.

Il Giappone non ha rappresentato un’eccezione alla regola, ed infatti non furono semplici attacchi aerei a fermare i kamikaze giapponesi, ma un attacco atomico.

L’alternativa effettiva sarebbe quindi stata quella tra una guerra diretta, finalizzata al controllo del territorio, o una non belligeranza.

Viceversa, una sorta di operazioni condotte quasi esclusivamente con attacchi aerei avrebbe incrementato di molto il rischio di terrorismo, data, appunto, l’assenza di controllo dei territori da cui quegli attacchi potevano provenire.

A questo punto, quali prospettive per gli scenari internazionali?

Già la situazione internazionale era foriera di rischi su diversi fronti, non ultimo un confronto sempre maggiore e gravido di possibili conseguenze tra occidente e Russia.

I drammatici fatti di Parigi non possono che incrementare il livello di alert, diffondendo senso di insicurezza ed avversione al rischio.

Quali conseguenze per gli investimenti?

Approfondirò in successive analisi la specifica situazione dei diversi comparti, ma va sottolineato che spesso i mercati sono comunque più condizionati, almeno negli ultimi tempi, da fattori tecnici, che da fattori legati a scenari ancora incerti.

Tranne lo scoppio di un conflitto su larga scala, legato eventualmente anche a fattori diversi, rispetto ai recenti attentati, i principali drivers continueranno per i mercati ad essere gli stessi, già evidenziati in precedenti analisi.

Il mio consiglio è, quindi, quello di sempre: occhio alle molteplici analisi che potete trovare su questo sito e, come sempre, non lasciarsi condizionare dall’emotività del momento, ma basare le proprie strategie sul metodo prescelto.

 

 

 

 

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