Quali perdite subisce un locale chiuso per Covid?

Il Covid sta mettendo in ginocchio l’economia. E la questione più grave risiede nel fatto che non si ferma l’epidemia, anzi si trasforma. Quindi, non ne saremo fuori fin quando non sarà vaccinata tutta la popolazione. Le professioni sono tutte in crisi. Sicché, in quest’articolo vedremo quali perdite subisce una locale chiuso per Covid. Sì, perché, anche se i locali restano chiusi, le spese di base gravano comunque sul bilancio.

Si pensi alle spese di affitto, alle bollette, a quelle di commercialista, ai dipendenti ecc. Quindi, tra le professioni in maggior sofferenza abbiamo sicuramente quelle che affrontano maggiori spese fisse, come i ristoranti. Al riguardo, è stato rilevato che le perdite sono state ingenti rispetto al 2019. Si tratterebbe, addirittura, di perdite pari a circa venti miliardi di euro, da addebitare alle chiusure e alle restrizioni anti-Covid.

Quali i danni subiti a causa delle restrizioni

Ebbene, cerchiamo di rispondere alla domanda, sopra posta: “quali perdite subisce una locale chiuso per Covid?”. Le chiusure e le restrizioni hanno ridotto drasticamente gli incassi. Inoltre, nonostante i ristori e la Cassa Integrazione, le perdite sono comunque ingenti. Senonché, sono stati fatti dei calcoli su quanto costa un locale chiuso. Dunque, è risultato che, addirittura, chi ha un ristorante, anche se deve tenerlo chiuso, è costretto a sborsare circa 5.000 euro al mese.

Detto importo, naturalmente, risponde ad una situazione media, in quanto può trattarsi di una cifra maggiore o minore a seconda del tipo di locale e di tante altre variabili. Ma, si ci chiede: “quali sono queste spese?”. Come anticipato, la prima è quella riguardante l’affitto, in quanto i più non sono proprietari dei locali in cui gestiscono le attività. Senonché, in genere, l’affitto comporta una spesa del 10% del fatturato annuo. Ciò, tradotto in danaro, significherebbe circa 3.000 euro al mese.

Il credito d’imposta del 60%

Sul punto, il Governo ha concesso un credito d’imposta del 60%, per i mesi di: aprile, maggio, giugno, ottobre, novembre e dicembre 2020. In altri termini, la cifra degli affitti è stata versata per intero ma si è poi riavuto un rimborso del 60%. Sicché, si possono calcolare per questo tipo di spesa, circa  1300 euro mensili. Poi, ci sono le spese del commercialista per sbrigare tutte le pratiche funzionali all’ottenimento degli incentivi, oltre quelle ordinarie. In questo caso, il costo è pari al 3% del fatturato. Quindi, si tratterebbe di circa 1.000 mille euro al mese, se il fatturato ammonti a 400mila euro annui.

Poi, ancora da immettere nel conteggio, abbiamo: il trattamento di fine rapporto ai dipendenti, per circa 800 euro mensili, le bollette per le quali si versa circa 500-600 euro, nonché un importo simile versato per l’assicurazione. Inoltre, si aggiunga la TARI, che era stata sospesa ma, comunque, dovrà essere pagata a breve. Essa ammonterà ad altri 700 euro circa. Quindi, in definitiva, sommando tutte le spese e fin qui indicate, oltre Iva, Irpef e tasse varie si arriva a circa 5.000 euro al mese, pur mantenendo il locale chiuso. In base a detto calcolo, stando alle somme finora stanziate dal Governo, sarebbe servito il doppio per non rimetterci.

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