Quali le novità sul divieto di spostamento tra le Regioni? Arrivato il decreto!

Quali le novità sul divieto di spostamento tra Regioni? Arrivato il decreto! Quest’ultimo è stato varato il 12 febbraio, in occasione dell’ultima seduta del Governo Conte bis.

Ebbene, diversamente da quanto si credeva, il blocco alla mobilità regionale non si è prorogato fino al 5 marzo. Scadenza naturale degli altri provvedimenti del vecchio Governo.

Infatti, la proroga è stata disposta solo per altri dieci giorni successivi alla scadenza naturale del divieto (15 febbraio). Ossia fino al 25 febbraio. Quindi, è stato rimesso al Governo Draghi il compito di decidere se gli italiani potranno nuovamente tornare a circolare al di fuori dell’ambito regionale, oppure no.

Molto probabilmente, in questi dieci giorni, per addivenire alla decisione, si seguirà l’andamento della curva dei contagi. Oramai, non si può prescindere da essa per qualsiasi decisione. Anche quella di uscire di casa.

Senonché, con il Decreto ponte emesso da Conte, fino al 25 febbraio gli unici motivi per spostarsi saranno i soliti. Ovvero lavoro, salute, necessità, rientro nella propria residenza, abitazione o domicilio. Tutte motivazioni da attestare nel modulo di autocertificazione.

Decisioni adottate per gli spostamenti

Ebbene, abbiamo visto quali sono le novità sul divieto di spostamento tra le Regioni? Arrivato il Decreto, sappiamo che da lunedì dovremo continuare ad aspettare e a rimandare i nostri impegni fuori Regione.

L’unica novità, tra le eccezioni, a partire dal 16 gennaio, è la possibilità di rientro nel proprio domicilio o abitazione, senza più alcuna limitazione rispetto alle seconde case.

Detta regola vale anche da o verso la zona arancione o rossa. Come si era già prospettato, inoltre, mentre si è prorogato il divieto di spostamento, quello di riapertura degli impianti sciistici, non lo è stato.

Senonché, a partire dal 15 febbraio si potrà tornare a sciare ma solo nelle zone gialle, non a rischio. Quindi, restano escluse Abruzzo, Liguria, Trentino Aldo Adige e Umbria, che se non lo erano già, diventeranno arancioni a partire da lunedì. Insomma, appare chiaro che il percorso per raggiungere la libertà è ancora lungo e periglioso!

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