Quali e quante banche falliranno in questa profonda crisi economica da Covid?

Oggi vogliamo rispondere a un quesito assai diffuso in questi tempi: quali e quante banche falliranno in questa profonda crisi economica da Covid?

Partiamo dicendo che non si tratta di un puro esercizio di allarmismo sociale. Quanto, invece, di una lettura meno formale e più diretta delle parole (di cui qui il link) del Governatore della Banca d’Italia.

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Ignazio Visco, infatti, intervenendo alla seconda conferenza Baffi Carefin ha esternato come la crisi in corso potrebbe essere fatale per qualche istituto. Ha detto: “Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche”.

Il piccolo risparmiatore, davanti a simili timori, si chiede quali e quante banche falliranno in questa profonda crisi economica da Covid? Procediamo con ordine.

Alcuni punti fermi messi in chiaro dal Governatore

Anzitutto bisogna partire da alcuni punti fermi, come ha rimarcato lo stesso Governatore.

In primis, le banche, dopo la crisi finanziaria del 2008, sono giunte a questa crisi con una maggiore scorta di capitale e di liquidità propria. Questo, ovviamente, le preserva da possibili forme di crisi di sistema, per reggere meglio durante i mesi a venire.

Ciò  vuol dire che di banche sicure, solide e forti in Italia (come nel resto d’Europa) ce ne sono.

In secondo luogo, il Governatore ha evidenziato una seconda famiglia di possibili rischi. Il riferimento è alle eventuali distorsioni legate alle massicce immissioni di liquidità e acquisto di titoli da parte delle varie Banche centrali.

In altre parole, l’ingente liquidità ha, come inevitabile effetto, quello di aumentare il valore degli asset.

Da qui, dunque, il non trascurabile aumento del rischio di bolle. Con esso, la possibile attenuazione della percezione del rischio legato ad alcuni investimenti.

Il monito giunto da Banca d’Italia

Fuori dal linguaggio formale, composto ed educato del Governatore, tutto ciò vuol dire che, sotto questa pesante crisi economica, qualche banca potrebbe rimetterci le penne.

Ossia potrebbe anche fallire, anche se, ribadiamo, di banche forti e sane in Italia ce ne sono molte. Tuttavia, il monito sui possibili rischi di default giunge direttamente dal Governatore della Banca d’Italia. Quindi c’è da prestare attenzione.

Ancora, va aggiunto che questa possibilità di default non va collegata alla perdita dei propri risparmi. Si tratta di due concetti distinti e separati.

Monitorare la solidità del proprio istituto

In questo scenario non roseo, il piccolo risparmiatore s’interroga su quali e quante banche falliranno in questa profonda crisi economica da Covid.

Non resta che premunirsi provando a scegliere una banca sicura.

A tal fine, e in estrema sintesi, i dati sensibili del proprio istituto da monitorare sono collegati, in particolare, ai crediti deteriorati. Attenzione, dunque, ai prestiti che una banca ha concesso e che, a tutt’oggi, non sono stati restituiti. O che non lo saranno nel futuro più prossimo.

Da considerare che siamo nel bel mezzo di una crisi senza precedenti. Verosimilmente, dunque, chi non è in grado di pagare oggi difficilmente lo sarà tra 6-12-18 mesi.

Valutare lo stato di salute del bilancio della propria banca

Ovviamente la valutazione dello stato di salute del bilancio di una banca è molto più complesso e articolato. Tuttavia il monitoraggio continuo del volume e delle dinamiche delle sofferenze in bilancio della propria banca può essere un buon punto di partenza.

Meglio ancora sarebbe, infatti, riuscire a capire i messaggi contenuti in un bilancio d’esercizio e i c.d. ratios patrimoniali. E poi, magari, confrontarli con quelli di altre banche molto simili (per clientela, dimensione operativa, etc.) alla nostra.

In quest’altro articolo, invece, scoprirete il destino e l’evoluzione di una banca popolare che sta uscendo dalla crisi.

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