Prova la dieta della felicità

Se si è tristi per un lutto, per un problema sul lavoro, per amore o per un torto ricevuto, non bisogna cadere nella depressione. Per tirarci su possiamo contare sul potere terapeutico del cibo. Prova la dieta della felicità. Che oltre a prevenire alcune malattie, può influenzare il nostro umore e aiutarci a superare i momenti di disagio psicologico.  Esiste un legame preciso tra quello che mangiamo e il nostro cervello: alcuni cibi più di altri aiutano ad affrontare la giornata e contrastare la tristezza.

Tutta colpa del nervo vago

Il legame tra il cibo e il cervello si deve al nervo vago, che passa dall’intestino e arriva alla testa. E ai batteri che vivono nel nostro intestino. Ogni infiammazione dell’organismo influisce sull’umore e favorisce l’ansia. Quando siamo giù di morale o nervosi, consoliamo con dolci e alimenti ricchi di farina bianca come la pizza e la pasta. Ma il loro effetto è quello di provocare una scarica di zuccheri che poi ci fa sentire ancora più tesi e irritabili. Invece i cibi ricchi di fibre a bassa glicemia come cereali integrali, legumi, verdura e frutta, ci rendono meno irritabili. Inoltre aumentano la resistenza allo stress e favoriscono la lucidità e la capacità di concentrazione.

Puntare sulle fibre

Le fibre, una volta digerite, producono acidi grassi a catena corta che proteggono la parete intestinale. Regolano la produzione di neurotrasmettitori, con effetti benefici sul sistema nervoso. La dieta della felicità prevede tre pasti al giorno ricchi al massimo di fibre, vitamine, minerali e polifenoli antiossidanti.

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Prova la dieta della felicità

Al mattino 40 mi di yogurt o kefir con un cucchiaino di semi di lino, tè o caffè più cerali integrali, come una fetta da 60 g di pane oppure 4 fette biscottate integrali o 50 g di fiocchi di avena con un cucchiaio di marmellata, 15 grammi di noci, nocciole, mandorle o pistacchi e 60 grammi di frutti di bosco freschi, dai mirtilli alle fragole. A pranzo l’ideale è una zuppa o una insalata verde con rucola, piselli o fave legumi.

Combattere il malessere psichico

Per combattere il malessere psichico ci vogliono i rapanelli, oppure i broccoli o un’insalata di cavolfiore lessato. Sono ottime anche le foglie verdi (biete, spinaci, radicchio, cicoria, catalogna) il gruppo cipolle, porri, scalogno e asparagi. Ma anche carote, barbabietole e insalate di tutti i tipi con radicchio rosso, carciofi, cetrioli, finocchi e sedano. Il pasto si completa con una porzione (60 g a crudo) di prodotti integrali come pasta, riso, farro, orzo o 70 grammi di pane. Limitare la carne e preferire il pesce. Per condire, un cucchiaio d’olio e un cucchiaino di spezie: curcuma, peperoncino, cumino o senape. Chi ha fame può aggiungere 150 grammi di frutta di stagione.

Uova e formaggio solo di sera

La cena deve essere ancora più ricca di verdure: ne servono tre varietà diverse, una a inizio pasto e le altre come contorno. A fine giornata dovremmo aver assunto in tutto almeno cinque categorie di verdure, preferendo, alla sera, quelle che abbiamo evitato a pranzo. Serve anche la carica di energia dei cereali integrali: 60 grammi di pasta o riso a crudo o 70 grammi di pane. In alternativa alla carne si possono mangiare uova, non più di uno e formaggio magro.

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