Protesta no Green Pass: 38 feriti e 12 arresti per guerriglia urbana, ancora 8,4 milioni i no vax

Infuria la polemica sulle manifestazioni anti Green Pass di sabato scorso con 10 mila persone in piazza a Roma e Milano. La guerriglia che ha comportato 38 feriti e 12 arresti tra cui gli esponenti nazionali e romani di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, è arrivata sotto le finestre di Palazzo Chigi. Dura condanna della vicenda da partiti e istituzioni, gli italiani hanno assistito in diretta all’assalto alla sede CGIL e al pronto soccorso dell’Ospedale Umberto I di Roma.

Le indagini per individuare responsabilità e istigatori nei cortei proseguono. Ma anche le polemiche sulla gestione della sicurezza. Lega e Fratelli d’Italia chiedono le dimissioni del ministro dell’Interno Giuliana Lamorgese. Enrico Letta (Pd) chiede meno ambiguità alle opposizioni: “l’istigazione neofascista è palese e gravissima”. Vediamo ora la situazione vaccini con la Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa, mentre il week end si chiude con oltre 2.000 nuovi casi e 27 decessi.

Ciclo vaccinale all’80% per over 12

Protesta no Green Pass: 38 feriti e 12 arresti per guerriglia urbana, ancora 8,4 milioni i no vax.

L’80% degli italiani over 12 anni ha completato il ciclo con AstraZeneca, Pfizer, Moderna. La terza dose per tutti i “fragili” e per gli over 60 è pronta. Si può avviare la somministrazione a chi ha affrontato la vaccinazione sei mesi fa. È quanto stabilisce la circolare del ministero della Salute che avvia così il terzo richiamo per le fasce di popolazione deboli. Sono ancora 8,4 milioni gli italiani privi della prima dose del vaccino anti-Covid (il 15,54 per cento della popolazione vaccinabile). Restano nella fascia di età più critica quasi tre milioni di ultracinquantenni (2.987.859) non immunizzati.

Protesta no Green Pass: 38 feriti e 12 arresti per guerriglia urbana, ancora 8,4 milioni i no vax

Le somministrazioni comunque proseguono anche in vista del 15 ottobre, data in cui il Green Pass sarà obbligatorio sui luoghi di lavoro. Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, governatore di un territorio in cui ci sarebbero 590 mila persone età lavorativa non vaccinate, lancia un appello: “Facciamo in modo che le aziende possano usare i test ‘fai da te’ e se la vedano direttamente con i loro lavoratori”. Anche se fossero solo la metà che non lavorano, ne avremmo 300-350mila da testare ogni 48 ore, spiega. Risultano in difficoltà anche alcune scuole, si passerà probabilmente alle quarantene scaglionate per classi.

Terza dose, prima ai sanitari

Secondo l’ultimo report aggiornato del Governo, sono poco meno di 4 milioni (precisamente 3.996.994) le persone senza ancora una dose nella fascia di età dei 20-49 anni. Mentre solo 1.408.268 in quella dei 12-19 anni.

Per quanto riguarda la terza dose invece, il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, chiarisce che “è importante assicurare questa possibilità a tutti i sanitari” prima di pensare al richiamo sulla popolazione.

Resta aperta la questione dei cicli vaccinali fatti all’estero. Ma nei prossimi giorni verrà presa una decisione in merito: ci sono due ipotesi allo studio. Per esempio, effettuare una ulteriore dose addizionale a chi è vaccinato con sieri non riconosciuti dall’EMA (ad esempio lo Sputnik-V).

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