Proteggere i propri risparmi con un trust

Come avevamo promesso in questo articolo, continuiamo la nostra disamina degli strumenti con i quali proteggere i propri risparmi. Questa volta tocca al trust. Che, come già dice il nome, è uno strumento proprio del diritto anglosassone. Da specificare: non esiste nel nostro ordinamento un qualcosa che tuteli sicuramente da possibili azioni revocatorie intentate da un creditore, ed anche un trust è aggredibile dal creditore, in presenza delle condizioni previste dal codice civile. Ma da diverso tempo il trust è molto utilizzato in Italia. Per la precisione dal 1985. Berlusconi e De Benedetti, giusto per dire due nomi, ne sono stati tra i primi e più famosi utilizzatori.

Proteggere i propri risparmi con un trust

Questo strumento consta di diversi componenti. Il disponente incarica un trustee, cioè un fiduciario, di gestire per suo conto uno o più beni. Questa gestione deve avere uno scopo. E questo scopo deve essere nell’interesse di uno o più beneficiari. Riguardo alle persone famose prima citate, è evidente che i beneficiari siano i figli. Come nella stragrande maggioranza dei casi. Giova ricordare che questo istituto giuridico è accettato in Italia pur non avendo noi leggi al riguardo. Cosa vuol dire? Che se anche il soggetto disponente, il trustee ed i beneficiari fossero italiani, si dovrà sempre far riferimento ad una legge che italiana non è.

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Grazie al trust i beni del disponente verranno separati in favore del trustee. Il patrimonio sarà quindi separato dai beni residui sia del disponente che del trustee, che dovrà gestirli. Ne consegue una cosa estremamente importante. I beni in esso contenuti non saranno mai aggredibili da azioni sia cautelari che esecutive da parte di eventuali creditori del disponente. Questo anche se il disponente rimane proprietario a pieno titolo dei beni conferiti al trust.

Proteggere i propri risparmi con un trust

Proprio la protezione è la finalità prima e ultima del trust. Protezione del patrimonio da attacchi dei creditori. E protezione di eventuali soggetti minori e/o disabili. Ma il trust ha anche finalità pratiche, riassunte nel suo scopo. Che spesso è quello di destinare il patrimonio non semplicemente ad essere protetto. Ma ad essere utilizzato per finalità specifiche, spesso benefiche.

È il disponente decidere quando il trust avrà fine. Spesso, quindi, è la maggiore età dei figli. Oppure un evento specifico, che deve essere sempre delineato al momento della costituzione del trust stesso. Non esiste un trust senza un termine finale. E questo termine, normalmente, non può essere anticipato in alcun modo. A meno che non sia scritto davvero molto bene, ed aperto ad interpretazioni a filo di legge. In ogni caso, il disponente non può mai decidere di anticipare la fine del trust. Possono farlo solo il trustee o i beneficiari.

Questi ultimi divengono proprietari dei beni contenuti nell’istituto giuridico in oggetto quando esso termina. Ed alle condizioni in esso stabilite, chiaramente.

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