Prospettive Europee tra sentenza Corte Costituzionale Tedesca e sviluppi Ucraini

Intervista a Gian Piero Turletti

COSA PENSA DELLA RECENTE SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA  RELATIVA AI FONDI SALVASTATI?

Soprattutto due cose, che sia stata mal interpretata, e che comunque non abbia tutto quel peso che, a mio avviso, le viene attribuito.

A COSA SI RIFERISCE?

Questa sentenza si occupa dei rapporti tra parlamento tedesco e decisioni relative ad acquisto di titoli di stato da parte dei cosiddetti fondi salva stato, decisioni che secondo la corte sarebbero legittime, solo in quanto subordinate alle decisioni parlamentari tedesche, e diversa opinione, secondo la corte tedesca, sarebbe un’indebita espropriazione della sovranità nazionale.

Praticamente, la corte doveva valutare se l’autonomia del parlamento tedesco, relativa alla facoltà di esprimere una propria valutazione in merito alle scelte degli organismi europei, fosse salvaguardata o meno. Per questo dico che è stata mal interpretata,in quanto la stampa l’ha salutata soprattutto come una sorta di lasciapassare per le decisioni dei fondi.

Ma così non è.

La corte, infatti, praticamente si limita a dire che le decisioni del parlamento tedesco vanno salvaguardate e che, conseguentemente, le scelte dei fondi sarebbero legittime se, e solo se non in contrasto con le scelte tedesche.

Emessa la sentenza, la questione è ora devoluta alla corte europea.

MA PERCHE’ LEI SOSTIENE CHE QUESTA SENTENZA NON ABBIA TUTTO QUEL PESO, CHE ALTRI LE ATTRIBUISCONO?

Per un motivo molto semplice.

Nella gerarchia delle fonti del diritto europeo, prevale ovviamente la decisione dell’autorità giudiziaria europea, rispetto a quella tedesca, diversamente da quanto sostenuto dalla corte tedesca.

Nel caso, quindi, che un organismo cosiddetto salva stati decida di effettuare scelte diverse, rispetto a quelle che il parlamento tedesco ritenga di autorizzare, cosa succede?

Ovviamente per la corte tedesca tale decisione sarebbe illegittima.

Tuttavia, se la corte europea di giustizia riterrà invece che l’operato di un organismo europeo sia legittimo, a prescindere dalla condivisione, o meno, delle sue scelte da parte del parlamento tedesco, prevarranno le decisioni di politica monetaria decise a livello sovranazionale.

Alla Germania non rimarrà che accettarle, se desidera permanere nell’eurozona, il che, sotto il profilo economico, significa consentire una politica monetaria diversa, rispetto ad impostazioni rigoriste che eventualmente permangano a livello tedesco.

PASSIAMO ALL’UKRAINA.

COSA FARA’ LA RUSSIA?

In realtà alla Russna non interessa tanto l’Ukraina, quanto la Crimea, per i rilevanti interessi strategici e militari in questa regione.

L’Ukraina interessa più indirettamente, per i riflessi che possono riguardare la Crimea.

Una volta annessa la Crimea, la Russia ha sostanzialmente raggiunto il suo obiettivo, e credo che gradatamente anche le tensioni con l’Ukraina andranno a scemare.

MA LA PARTITA E’ ANCORA APERTA, IN PARTICOLARE CON RIFERIMENTO ALLA POSIZIONE DEGLI USA?

A differenza di quanto sostenuto da alcuni analisti, ritengo che gli USA avrebbero avuto la possibilità di un qualche intervento militare, soprattutto in forma di appoggio all’Ukraina, per intervenire in Crimea, visto che peraltro si ritiene violata la legalità internazionale.

Ma gli USA non ritengono loro interesse un confronto militare diretto in quest’area, nonostante vi siano stati consiglieri militari e politici statunitensi favorevoli ad un intervento armato.

Anche per questo motivo, con ogni probabilità ormai la Crimea va considerata annessa alla Russia,che a sua volta non pare avere interesse d’intervenire in Ukraina.

Quest’ultima potrà quindi arrivare a stringere maggiori rapporti anche economici con i paesi dell’eurozona.

E GLI USA?

Gli USA vorrebbero, più che un avvicinamento all’eurozona, un’alleanza o un inserimento dell’Ukraina nella NATO, e quindi potrebbero divergere gli interessi europei rispetto a quelli USA,in quanto un paese NATO ex repubblica sovietica a ridosso di Mosca, rischia di determinare uno stato di perenne conflittualità internazionale che, certo, non favorirebbe una prospettiva economica in ottica europea.

Da parte loro, gli USA stanno anche cercando di isolare la Russia sotto il profilo energetico, con ricerca del cosiddetto shell gas.

Tuttavia, va detto che tale strategia passa dal ricorso ad attività di fracking, tipica metodologia estrattiva che richiede di scavare in profondità, considerata a rischio di terremoti e dal punto di vist a ecologico.

Anche per questo motivo, difficilmente gli USA potranno conseguire il loro obiettivo.

Sarà quindi più probabile che poi si arrivi ad una serie di accordi tra eurozona, Ukraina e Russia, nell’ambito di un nuovo assetto dei poteri, che sarebbe peraltro interpretabile in chiave isolazionista verso gli USA.

 

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