Produzione industriale italiana ed europea a picco: l’euro non va e la burocrazia soffoca le aziende

Giornata di dati sorprendentemente negativi in Italia e in Europa per quanto riguarda la produzione industriale :

Produzione industriale italiana (Mensile) (Lug) -1,8% -0,4% 0,3%
Produzione industriale italiana (Annuale) (Lug) -1,3% 1,4% 1,4%
Produzione industriale (Mensile) (Lug) -0,8% -0,5% -0,8%
Produzione industriale (Annuale) (Lug) -0,1% 1,0% 2,3%

Un vero tracollo su una delle variabili  di partenza di ogni ciclo economico virtuoso , come dire che al 90% prossimamente arriveranno dati sul calo dei consumi con conseguente contrazione del gettito fiscale e relativo aumento del debito pubblico e via di seguito…

“HYCM”/
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Il fatto che il dato italiano trovi conferma nel dato UE convalida la nostra tesi che il problema non è l’Italia ma l’Europa e l’euro così come concepiti e portati avanti.

Da Bruxelles sono bravissimi a emanare leggi leggine e regolamenti che complicano ogni giorno di più la vita delle aziende di un po’ tutti i settori ( e qui bisogna riconoscere che in Italia non si fa nulla per recepire il tutto nel modo più semplificato possibile…)molto meno a tenere la barra dritta nella direzione di un interesse diffuso dei cittadini.

Gli alti e bassi nella produzione industriale sono una costante nel ciclo produttivo se non si susseguono in serie e  a lungo direi quasi fisiologici.

Ciò che fa preoccupare è la consistenza negativa dei dati usciti e ancora di più il delta negativo sia rispetto alle attese che, per l’Italia, ai dati della precedente rilevazione.

Tutta benzina sul fuoco che per ora ancora sotto uno strato di braci sta ardendo sui listini pronto a divampare in un autunno che rischia di essere più caldo , molto più caldo dell’estate questo almeno sui mercati finanziari.

Occorrerebbe dalla sede UE qualcosa che vada oltre il pur prezioso contributo della BCE col suo QE.
Per non limitarsi a critiche e/o analisi, peraltro obbligate , poco promettenti, veniamo a una proposta.
Dopo avere aiutato in tutti i modi le banche e visto che specie in Italia molti fondi UE non vengono utilizzati (magari proprio per la complessità burocratica per accedervi) perché non utilizzare delle risorse per finanziare  a tasso zero specie le piccole medie aziende nella fase di recepimento delle direttive UE?
Lavorando nel contempo per una semplificazione e riduzione degli adempimenti?

Il dato italiano sulla disoccupazione in calo a 10.7% vs 10.8% del consensus dimostra che c’è ancora qualcuno con la voglia di crederci e investire: è il momento, questo è il tempo per andargli incontro!

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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