Previsioni sulla FED: ultimo taglio dei tassi?

 Stasera scopriremo se le previsioni sulla FED da parte degli analisti sono corrette o meno.

L’attesissimo meeting del FOMC guidato da Jerome Powell scoprirà le carte o continuerà a navigare a vista?

In ogni caso quel che pare molto ma molto probabile è che un nuovo taglio da 0,25% si concretizzerà stasera.

Difficilmente poi però il team di Powell esploderà con chiarezza le successive mosse.

Taglio sì nonostante dati macroeconomici USA vicini ai Top

In effetti,a livello di previsioni sulla FED, delineare già nuovi tagli futuri avrebbe diverse contro indicazioni.

La prima è che i dati macroeconomici USA sono sì scesi un po’ dai massimi ma, mediamente, si muovono ancora in una fascia di valori assoluti di eccellenza.
Livelli, per intenderci, che mai in passato hanno visto la FED intervenire con tagli dei tassi.

Anzi, semmai il contrario!

Agire con eccessiva foga in questo contesto potrebbe poi lasciare la FED disarmata del suo strumento migliore in eventuali future fasi effettivamente critiche.

In secondo luogo annunci del genere farebbero decollare Wall Street  immediatamente e probabilmente non farebbero felice nemmeno Donald Trump che ormai orienta tutto verso la campagna elettorale presidenziale del 2020.

Anche la FED quindi deve in qualche modo non scontentare ulteriormente l’inquilino della Casa Bianca che se fosse per lui porterebbe i tassi a zero.

A suo dire garantendosi una specie di ciclo economico infinito…certamente fino ad oltre il suo target elettorale!

Quadro globale meno peggio di quanto delineato

In concreto la fonte maggiore di ispirazione nelle sue mosse espansive la FED la trova nel quadro globale definito incerto.

Detto che la problematica sui dazi la generano gli stessi Stati Uniti (che come “ideatori” potrebbero stoppare il problema a piacimento…) sul tappeto dei grandi temi resta solo la BREXIT.

Ma può questo tiramolla britannico essere così decisivo a livello globale da smuovere i tassi americani?
Certamente no!

Così come, anche se è un po’ cinico ammetterlo, le criticità del Medio oriente o di paesi come Cile e Libano lasciano davvero poco spazio come peso specifico globale per pensare che influenzino davvero la  FED.

L’appiglio trovato da Powell dunque fa abbastanza acqua.

In suo soccorso vi è l’Unione Europea coi suoi affanni.

Ma da una nazione che affonda il coltello nella piaga, attaccando all’UE 7,5 miliardi di dollari di dazi doganali viene da pensare che la preoccupazione sia assolutamente molto limitata.

Insomma le previsioni sulla FED ci vedono per un taglio e poi messa in sospensione delle prossime mosse.

Ergo cautela negli acquisti in Borsa se non orientati da trading di breve termine.

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