Previsioni devastanti dal Governo per l’economia italiana. Ma mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata

La seduta del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell’Eurogruppo è terminato con un nulla di fatto. Tutti d’accordo su stanziare fondi per la ricostruzione economica (attraverso il Recovery Fund), ma sul come, c’è ancora buio pesto. Ieri, però, su questo punto c’è stato un passo avanti. Si è capito che gli Eurobond sono una strada impraticabile. Sia per l’opposizione di alcuni Paesi, ma anche perché la loro attuazione richiederebbe tempo, che manca. Intanto, mentre si discute, arrivano previsioni devastanti dal Governo per l’economia italiana.

I fondi per la ricostruzione sotto forma di sussidi o di finanziamenti?

Se sugli Eurobond c’è contrasto, l’accordo regna sullo strumento da utilizzare, individuato nel Recovery Fund, il Fondo per la ricostruzione. Ma le convergenze finiscono nel momento in cui si deve definire come potere accedere alle risorse che saranno messe a disposizione di questo fondo. Le due alternative sono: sussidi o finanziamenti.

Non è una questione di lana caprina. Un finanziamento per quanto agevolato rimane un prestito. Se fosse anche a interessi zero comunque il capitale andrebbe restituito. E in quanto prestito appesantirebbe il debito pubblico del Paese che lo chiedesse. Invece un sussidio a fondo perduto non richiederebbe nessuna restituzione e quindi non graverebbe sul debito pubblico dello Stato che ne usufruisse.

Il Consiglio dei 27 si è dato appuntamento il prossimo 6 maggio con l’impegno a presentare un progetto sul Recovery Fund. Di quanti miliardi questo debba essere dotato, si parla di 1500, e di come potervi accedere.

Previsioni devastanti dal Governo per l’Economia italiana

Viene in mente la frase di Tito Livio: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata. Sagunto, appunto, aveva chiesto aiuto a Roma. E mentre nella capitale dell’impero romano si discuteva se intervenire o no, Sagunto fu rasa al suolo da Annibale.

In Europa siamo ad un mese e mezzo dalla prime misure di lockdown e ancora si sta discutendo su come sostenere una crescita economica che nella migliore delle ipotesi nel 2020 sprofonderà del 10%. E purtroppo l’Italia è il Paese che più di tutti ha bisogno disperatamente di quei fondi.

Abbiamo una economia ferma da 45 giorni, con prospettive devastanti e gli unici soldi dati sono i 600 euro ai lavoratori autonomi. E neanche a tutti. Intanto si discute e il Decreto Aprile, che dovrebbe seguire il Decreto Liquidità, sembra slittare a maggio (ironia della sorte).

Mentre a Roma si discute, l’economia italiana viene espugnata.

Le previsioni devastanti per il 2020

Le cifre sono raccapriccianti e provengono dal documento di Economia e Finanza del Governo. Si prevede un Prodotto Interno Lordo per quest’anno in calo dell’8%. Questo comporterà un incremento del debito pubblico fino al 155,7% del Pil. Ovviamente il calo del Prodotto Interno Lordo e la riduzione delle entrate fiscali farà schizzare il rapporto deficit/Pil al 10,4%. Sempre secondo le stime scritte documento di Economia e Finanza del Governo.

Numeri confermati anche dalla agenzia di rating Moody’s che prevede una “severa contrazione nella prima metà del 2020” dell’economia italiana. Ma l’agenzia di rating prevede anche una ripresa nel terzo trimestre, e un forte rimbalzo nel 2021.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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