Previdenza complementare: finalmente gli italiani hanno capito?

Previdenza complementare: finalmente gli italiani hanno capito? La crisi innescata dal nuovo coronavirus ha travolto l’Italia. Il governo, come molti altri governi europei e mondiali, ha imposto ai cittadini due mesi ed oltre di lockdown. Ossia chiusura completa in casa, tranne che per andare a comprare da mangiare. La risultanza è stata un crollo, evidente, chiaro e prevedibile del sistema economico. Da molti paragonato ad una guerra e, probabilmente, lo è stato. Ma dopo una guerra cosa si fa? Si tirano i bilanci di quanto successo, ci si rimboccano le maniche e si ricostruisce la Nazione, pianificandone la ricostruzione.

Per fare tutto questo, come cittadini, servono soldi. E i soldi non si stampano, né crescono sugli alberi. E nemmeno nel Campo dei Miracoli, come scoprimmo tutti da piccoli leggendo l’immortale storia di Pinocchio. Proprio a questo proposito, Fondapi  (Fondo nazionale pensione complementare dei lavoratori e delle imprese medie e piccole) ha appena pubblicato un interessantissimo studio. In esso si evidenzia una cosa semplice, ma tutt’altro che intuitiva. Di più, sorprendente, e in positivo, una volta tanto. A Fondapi hanno registrato alcuni numeri relativi ai riscatti e pensioni, anticipi e cambi comparto di investimento nello stesso bimestre di tre anni differenti: 2018, 2019 e 2020. Il bimestre è marzo-aprile. Lo hanno fatto per cercare di comprendere i comportamenti individuali degli aderenti alla previdenza complementare.

Orbene, le differenze tra il 2018 ed il 2019 risultano assolutamente trascurabili. Stessa cosa non si può dire per il 2020. Perché le richieste di liquidazioni (anticipi, pensioni e riscatti) sono crollate ed i cambi di comparto sono quasi raddoppiati. Forse finalmente gli italiani hanno capito l’importanza della previdenza complementare?

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Previdenza complementare: finalmente gli italiani hanno capito?

Se non avete capito perché la cosa sia estremamente importante, ve lo spieghiamo noi. Dopotutto siamo in periodo di crisi, no? Perché la gente chiede (riscatta) meno soldi? Sono diventati tutti ricchi? Niente affatto, ovviamente. Si tratta solo, finalmente, di consapevolezza. I valori reali dei comparti di investimenti sono, infatti, crollati. E chiedere una liquidazione significa capitalizzare concretamente la perdita finanziaria subita. Significa perdere denaro sul serio, mentre adesso la perdita è solo fittizia (se non si riscatta).

Gli aderenti alla previdenza complementare (indispensabile oggigiorno), per una volta hanno avuto coscienza. Hanno evitato di chiedere una liquidazione che li avrebbe esposti ad una perdita reale. Forse, come dicono proprio da Fondapi, l’inerzia e l’ignavia, tipicamente italiane, non sono state negative. Per la prima volta lo storico e principale nemico dei fondi pensione, l’inerzia appunto, si è curiosamente dimostrata comportamento attivo, strategico e vincente per gli aderenti alla previdenza complementare. Lo dimostra un altro fatto: il raddoppio degli switch nel marzo-aprile di quest’anno. La scelta è ricaduta in modo quasi plebiscitario verso il comparto Crescita, quello a maggiore trazione azionaria. Finalmente gli italiani hanno capito l’importanza della previdenza complementare? Lo vogliamo proprio sperare.

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