Prestiti garantiti dallo Stato: quali sono i documenti necessari per accedervi?

Oggi l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha fornito le cifre aggiornate a ieri in merito al conto delle domande di finanziamento con garanzia pubblica. Secondo i dati Abi erano pervenute a ieri in tutto 82.159 domande (+9.500 nel solo ultimo giorno), per un monte richieste di finanziamenti di €5,2 mld. Com’era prevedibile il grosso delle domande, 61,130, pari al 74,4% del totale, riguarda le domande di garanzia per i finanziamenti fino a 25.000 euro.

Le criticità burocratiche riscontrate

Sta filando tutto liscio come l’olio? Specialmente per quello che riguarda i documenti da presentare allo sportello per avere accesso al prestito? Non proprio, a detta dell’Abi (sindacato autonomo dei bancari), che ha l’impressione che ogni banca segua un proprio percorso in materia. In particolare l’Abi ha calcolato un impegno burocratico che nei casi limite può giungere fino alla compilazione di 21 moduli diversi prima della concessione del prestito. La domanda ci poniamo riguarda allora i prestiti garantiti dallo Stato: quali sono i documenti necessari per accedervi? Qui consideriamo solo i documenti solitamente chiesti per i prestiti fino a €25.000 e fino a €800.000.

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Documentazione per i prestiti fino a €25.000

Per i prestiti fino a €25.000, e quindi con la garanzia del Fondo centrale Pmi (Mcc), le banche chiedono la documentazione obbligatoria prevista per legge. Ossia (fonte Abi):

Autocertificazione ricavi 2019 Modulo di richiesta di finanziamento banca
Modulo di richiesta della copertura

del Fondo di Garanzia (allegato 4 bis)

Copia documento di identità
 

Documentazione obbligatoria per i prestiti fino a €800.000

Per i prestiti che invece vanno dai 25mila fino agli 800mila, anche questi con la garanzia del Fondo centrale Pmi (Mcc), la situazione cambia. L’Abi evidenzia infatti come ci siano alcuni documenti obbligatori per tutti e previsti per legge ed altri eventualmente chiesti dalle singole specifiche banche. Tra i documenti previsti per legge ricordiamo (fonte dossier Abi):

Modulo richiesta di finanziamento banca Copia documento identità (nuovi clienti)
Documenti ultimo bilancio o Documento fiscale,

ai fini della congruità del finanziamento

Iscrizione all’Albo o all’Ordine Professionale

in caso di libero professionista

Autocertificazione attestante i ricavi conseguiti

nel 2019 (per le imprese costituite in un

periodo successivo al 1°gennaio 2019)

Autocertificazione che attesti di aver subito

danni dall’epidemia COVID (se non inserita

nel modulo richiesta)

Modulo richiesta della copertura del Fondo di

Garanzia (allegato 4 bis)

 

Documentazione obbligatoria per i prestiti fino a €800.000

Tra i documenti (sempre prestiti sopra i €25.000 ma fino a 800mila) a libera richiesta della specifica banca rientrano i seguenti (ogni banca può richiederne uno o più a proprie esigenze):

Ultimi 2 bilanci approvati DM10 (retribuzioni mensili dipendenti)
Dettaglio debiti tributari Documentazione antimafia
Dichiarazione commissione mediatori creditizi Durc (documento unico regolarità contributiva)
Dettaglio crediti e debiti commerciali Dichiarazione affidamenti con le banche
Lettera di manleva (adesione

a modalità̀temporanea per la sottoscrizione

di contratti e modulistica afferente

prodotti e servizi bancari)

Modulo “Comunicazione dati personali

a Sistemi informazioni creditizie”

Durf (per documentare contratti d’appalto)

Le impressioni dell’Abi

La disamina sui prestiti garantiti dallo Stato: quali sono i documenti necessari per accedervi evidenzia come via una babele di carte a carico delle aziende. Specie per i prestiti sopra i 25mila euro. A volte, denuncia il dossier Abi, si raccolgono documenti fiscali e contabili tipici di quando si procede per stabilire il merito creditizio di nuova clientela. Che prevede un iter più “gravoso” rispetto agli standard. E più in generale, chiosa il dossier, si ha l’impressione che vi siano due procedure interne “parallele”. Una minimal che poggia sugli standard obbligatori previsti per legge. Un’altra interna che invece comporta requisiti aggiuntivi rispetto a quelli di base e che allungano tempi e lavori di disbrigo fascicoli.

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