Powell frena le borse con il toto tassi

Ancora una falsa partenza per le borse.

Dopo uno start pomeridiano tutt’altro che negativo, per l’ennesima volta le borse americane e non solo sono state incapaci di proseguire con convinzione il trend rialzista.

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Pare evidente che l’intervento pomeridiano di Jerome Powell non ha confermato quelle aspettative che lo vedevano rinunciare ad ogni nuovo rialzo dei tassi per il 2019.

Se l’economia USA tiene ancora per un po’ e le borse svitano di sbracare nel breve termine la FED alzerà i tassi.
Forse già a gennaio…

Nulla di nuovo dalla disoccupazione USA

Attribuire le responsabilità a Powell della nuova frenata dei listini è inevitabile, visto che sul fronte dei dati macroeconomici oggi è stata giornata discretamente irrilevante.

Ancora una volta infatti i dati settimanali sulla disoccupazione USA si sono scambiari i segni.

Come vediamo in tabella:

Richieste di disoccupazione continua 1.722K 1.714K 1.750K
Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione 216K 225K 233K
Media delle richieste sussidio di disoccupazione di 4 settimane 221,75K 219,25K

Al solito, al leggero incremento delle richieste di disoccupazione continua ha atto da contraltare il calo delle richieste iniziali di disoccupazione.

Entrambi i dati sono comunque su livelli, in valore assoluto, di eccellenza.

Così pure la media delle ultime 4 settimane a 221,75 k è numero che si mantiene in una fascia storicamente ottimale.

Per intenderci livelli che altri presidenti USA, prima di Trump, potevano solo sognarsi.

Il quadro ideale per una FED ancora aggressiva

Il contesto di dati macroeconomici USA ancora forti e borse, seppur poco brillanti, che tengono è l’ideale per la FED.

La Banca Centrale americana infatti potrà tenere fede ai propri programmi senza pressioni né da parte dei mercati, né dal fronte di debolezze dell’economia.

Mancano ancora 9 giorni al Meeting di gennaio.

Quindi anche le prossime giornate dovranno confermare questa specie di stabilità per consentire a Powell di agire senza indugio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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