Post BREXIT: già tutto deciso?

A cura di Gian Piero Turletti

Autore di

Magic box

PLT

In questo report:

prospettive economiche post brexit

mercati azionari nel lungo

e le altre possibili ..exit?

Prospettive economiche

I mercati finanziari hanno invertito la curva dei tassi britannica, da rialzista a ribassista, sino ai due anni, esprimendo preoccupazione per le sorti dell’economia britannica nel medio termine, ma continuando a confidare in una visione positiva di più lungo termine.

Cosa dire, al riguardo?

La questione è complicata, perché bisognerebbe stimare cosa il pil britannico potrebbe subire da minori esportazioni, e che cosa ci guadagnerebbe, invece, da più limitate importazioni da parte dell’UE.

Nel confronto, sembra sicuramente perderci maggiormente l’UE, sia per i maggiori flussi di export verso la G. Bretagna, sia perché una rivalutazione dell’euro contro sterlina frenerebbe ulteriormente l’export verso la G. Bretagna.

D’altra parte, eventuali prodotti che dovessero essere importanti costerebbero maggiormente alla G. Bretagna, e poi occorre valutare se quanto eventualmente non più importato da parte UE possa essere coperto da un’offerta di aziende nazionali, o non piuttosto costituire una domanda soddisfatta dal sempre vicino gigante statunitense, di cui la G. Bretagna è, sotto molteplici aspetti, una sorta di mondo parallelo.

Nel frattempo, l’incertezza regna sovrana, verrebbe appunto da dire considerando la monarchia britannica.

Ma i mercati?

Ancora una volta lo ribadisco, conta solo ed esclusivamente quello che i mercati decidono, per cui consideriamo la situazione di lungo termine in cui si trovano.

Praticamente hanno raggiunto, alcuni, punti di passaggio delle trend lines supportive più importanti di lungo, mentre altri si trovano ad una certa distanza dalle medesime.

Praticamente un ultimo baluardo, prima di una eventuale, pesante fase di ribassi di medio/lungo.

Più precisamente:

Future ftse mib: l’ultima chiusura è stata raggiunta in corrispondenza della trend line congiungente il minimo di febbraio 2016 con il minimo di luglio 2012.

Rilevante, quindi, sia una tenuta che un possibile cedimento, da considerare in chiusura mensile.

Eurostoxx: minimi formatisi in corrispondenza del passaggio della trend line congiungente i minimi di settembre 2011, giugno 2012 e febbraio 2016.

Attenzione, ancora una volta, alle chiusure mensili.

Dax e S & P 500 non hanno, invece, ancora raggiunto analoghi livelli, che per i due indici passano a:

Dax: area 9000, livello di passaggio della trend line congiungente i minimi di settembre 2011 e febbraio 2016.

S & P 500: area 1812, passaggio della trend line congiungente i minimi di marzo 2009 e ottobre 2011.

Ancora una volta, quindi, attenzione alle chiusure mensili.

E le altre possibili..exit?

Sempre più l’attenzione mediatica si sta spostando verso altri paesi, che potrebbero decidere di uscire.

Ma in tal senso non va dimenticata una differenza fondamentale.

Se esce un paese dell’eurozona, si determina qualcosa di profondamente diverso, poiché comporterebbe un ritorno alla moneta nazionale, questione che ovviamente con la sterlina non si pone.

Con quali possibili conseguenze, difficile prevederlo in tutte le sue implicazioni.

 

 

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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