Posso lavorare se prendo l’indennità Naspi?

Quando si percepisce l’indennità di disoccupazione, è possibile accettare un nuovo incarico lavorativo? Inoltre, il nuovo lavoro blocca l’erogazione dell’indennizzo? Nella misura in cui si percepisce la Naspi, ci sono dei vincoli e degli obblighi da rispettare, pena il decadimento del diritto.

Come funziona l’indennità Naspi

Come molti sapranno, l’indennità di disoccupazione Naspi spetta al lavoratore che ha perso il posto di lavoro o si è licenziato per giusta causa. La sua finalità è quella di offrire un sostegno economico nel periodo di transizione tra un’occupazione ed un’altra. L’importo dell’indennità Naspi viene calcolato in base alla tipologia di contratto che l’ex lavoratore aveva stipulato e in base alla paga stabilita. Durante il periodo in cui il disoccupato percepisce l’indennità, può certamente adoprarsi per la ricerca di un nuovo lavoro. Ma che succede se sottoscrive un contratto? Posso lavorare se prendo l’indennità Naspi? Questa domanda è più che lecita e cerchiamo di capire quali sono i nodi fondamentali per sciogliere alcuni dubbi.

Nuovi chiarimenti sullo stato di disoccupazione

A are chiarezza circa lo stato di disoccupazione, è giunta la circolare 1/2019 dall’Agenzia Anpal: si considerano disoccupate le persone che non hanno un’occupazione e coloro che hanno un reddito da lavoro autonomo o dipendente molto basso. Nello specifico, questi devono dichiarare un reddito che corrisponda ad un’imposta lorda inferiore o pari alle detrazioni fiscali che gli spettano.

I contratti compatibili con lo status di disoccupato

Posso lavorare se prendo l’indennità Naspi, dunque? La risposta è parzialmente affermativa. Naturalmente bisogna porre attenzione al tipo di lavoro. Se si tratta di un impiego stabile e continuativo, non è possibile continuare a percepire l’indennità Naspi dal momento dell’assunzione. Se, invece, si tratta di lavoro occasionale accessorio, a progetto, o autonomo con guadagni contenuti, allora non si perde l’indennità.

Esistono delle soglie indicative che fanno sì che il lavoratore mantenga lo stato di disoccupazione. Nel caso di lavoro dipendente, la soglia è di 8.145 euro annui. In caso di lavoro autonomo, la soglia consentita è di 4.800 euro all’anno. Naturalmente, va ricordato che nel caso di altri redditi, l’indennità Naspi viene ricalcolata e ridotta dell’80% del suo importo.

Nel caso in cui si instauri un rapporto lavorativo continuativo, l’indennità si sospende automaticamente.

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