E’ possibile salvare le banche italiane? di Gianluca Braguzzi

Mi si chiede se e come è possibile salvare le banche.
E come?
Partiamo da cosa non serve. Non serve che la BCE continui ad erogare a tasso zero liquidità che le banche prima o  poi dovranno restituire ovvero che arriva dalla vendita di bond governativi (titoli di stato) ovvero obbligazioni di qualità. Anziché risolvere i problemi se ne crea un altro, ovvero come remunerare questa enorme massa di denaro disponibile.
Le cose da fare sono due e abbiamo esempi in USA, Gran Bretagna e India che  hanno funzionato.
Partiamo dai debiti insoluti:
Lo stato li prende in carico liberando gli uffici contenzioso sommersi delle banche. Li trasforma in crediti generazionali che aziende e famiglie con rate tra i 50 e i 500 euro a crescere al ripartire del reddito con interessi pari al tasso di sconto quindi praticamente zero (come peraltro i BOT) potranno portare tra generazioni. Al primo mancato pagamento, salvo cause di forza maggiore, lo stato subentra nei beni o nella attività. Senza appello.
Rimane l’enorme montagna di derivati:
in questo caso l’unica soluzione in stile GB e FED è comprarli, con cosa? Con aumenti di capitale finanziati tramite stampa di moneta.
E’ ovvio che entrambe queste soluzioni non sono gradite all’UE e richiedono sovranità monetaria. Ecco perché da anni ripetiamo che l’unica soluzione è ritornare alla lira.
PS Ognuna di queste soluzioni necessita di piccole regole di complemento che non è il caso di approfondire qua.
(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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