Pochi sanno che le nostre nonne non buttavano queste carni di scarto perché ricchissime di nutrienti

C’era una volta la guerra che sembra solo un lontano ricordo per le nostre giovani generazioni. Eppure, grazie proprio a internet e all’informazione globale, i nostri ragazzi la vedono quotidianamente in tutto il mondo sui propri schermi. Chi è cresciuto negli anni ’60 e ’70 soprattutto ha potuto vivere personalmente la povertà del dopoguerra e il successivo boom economico. Siamo passati da non avere nemmeno una minestra da mettere in tavola a possedere qualsiasi cosa. E proprio a tavola moltissimi dei nostri Lettori hanno imparato a non buttare via niente di quello che cuciniamo. Ma pochi sanno che le nostre nonne non buttavano queste carni di scarto perché ricchissime di nutrienti. Le proponiamo in questo articolo della nostra Redazione assieme a qualche consiglio utile in materia.

Uno dei simboli della cucina moderna

Per testimoniare quanto il pollo sia diventato un alimento principe delle nostre tavole sono nate intere catene di cucina a livello mondiale. Pollo e patatine fritte sono diventati dei simboli per eccellenza dell’alimentazione dei bambini. Così come la cotoletta, che spesso per i piccoli è fatta proprio di pollo. E facciamo attenzione perché proprio nelle ali e nelle zampe sono contenuti molti nutrienti. Pezzi che ancora oggi sono utilizzati in campagna per fare un ottimo brodo. Ecco ad esempio come preparare un brodo di qualità, seguendo i consigli degli Esperti.

Ma attenzione che anche il cuore e il fegato del pollo perché contengono davvero tantissime vitamine, proteine e minerali.

Pochi sanno che le nostre nonne non buttavano queste carni di scarto perché ricchissime di nutrienti

C’è un taglio di seconda scelta del bovino che si chiama “spinacino” perché è composto dal fascio muscolare delle zampe posteriori. Lo conoscono davvero in pochi anche perché non è tra i più usati ma è spettacolare, magro e molto tenero. Perfetto per cucinare arrosti e stufati ma anche per fare saporite polpette di carne. E a tal proposito ecco i segreti per non sbagliare il piatto più semplice e più difficile allo stesso tempo della cucina italiana.

Se vogliamo invece assaporare qualcosa di alternativo e farlo nelle ultime grigliate estive ecco la carne che fa per noi. Si tratta del lombetto, abbastanza ricco di grasso che però proprio nelle grigliate gli permette di sprigionare quel famoso e succulento grasso che mantiene il taglio morbido e piacevole.

Anche il maiale ha il suo scarto doc

Fagioli con la cotenna: uno dei piatti poveri della nostra società degli anni più poveri. Oggi la cotenna del maiale è usata per sughi e minestre soprattutto di legumi. Presente, infatti in molti piatti tipici regionali anche molto conosciuti e apprezzati. Vale la pena sfatare un tabù: la cotenna non è assolutamente più grassa di tanti altri tagli più comuni e famosi e costa molto meno.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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