Pochi sanno che la pasta cucinata così ridurrebbe l’indice glicemico ed ecco tutti i segreti degli chef per prepararla al meglio

L’Italia non è solo conosciuta per la pizza, un orgoglio in tutto il Mondo, ma una cosa che tutti ci invidiano è sicuramente la pasta. Lunga, corta, fresca, integrale o senza glutine, la pasta è l’alimento più consumato dagli italiani.

Mangiamo quantità talmente elevate di pasta che non sappiamo cosa farcene dei pacchi, ma ecco delle idee straordinarie di riciclo creativo, per cui non li butteremo più. La pasta è talmente importante nella cucina italiana che ormai è un simbolo, e famosa è la pasta al sugo di pomodoro con la foglia di basilico.

Così è stata sempre dipinta anche dal grande cinema: dai film di Totò all’ultima uscita della Disney, Luca, ambientato proprio in Italia. Ma come deve essere la tradizionale pasta italiana? Gusti a parte, la pasta per come è stata inventata deve rispettare alcune caratteristiche, anche e soprattutto salutari. Pochi sanno che la pasta cucinata così ridurrebbe l’indice glicemico ed ecco tutti i segreti degli chef per prepararla al meglio.

La pasta al dente

A chi piace scotta e a chi dura, ma la pasta dovrebbe essere al dente. Ciò significa leggermente croccante. Molte persone, invece, la cucinano scotta, ossia morbida al tatto. Ma se la vediamo da una prospettiva prettamente salutistica, non sarebbe proprio il massimo.

Infatti, per una questione di digeribilità nonché di riduzione dell’indice glicemico, la cottura della pasta deve essere rigorosamente al dente, come sostiene la Fondazione Veronesi. Quello che accade, preferendo una cottura al dente, è che l’amido della pasta non si gelatinizza del tutto e ciò favorisce una riduzione dell’assorbimento del glucosio. Proprio per questo motivo, la cottura al dente contribuirebbe a far sì che la pasta abbia un indice glicemico più ridotto rispetto alla pasta scotta.

Inoltre, si sostiene che, oltre alla migliore digeribilità, la pasta al dente contribuirebbe anche ad aumentare il senso di sazietà, che così andrebbe ad incidere anche sul controllo del peso, poiché più ci sentiamo sazi meno mangiamo durante i pomeriggi o i dopo cena.

Pochi sanno che la pasta cucinata così ridurrebbe l’indice glicemico ed ecco tutti i segreti degli chef per prepararla al meglio

Ma quali sono i segreti per preparare un’ottima pasta al dente? Dai programmi di cucina dei migliori chef stellati ci arrivano alcune importanti dritte per la cottura della pasta. Per prima cosa bisogna analizzare la quantità e il tipo di pasta, e in base a questi parametri scegliere la pentola e la quantità d’acqua.

In generale, 100 gr di pasta necessitano di 1l di acqua e la pentola deve essere capiente per lasciare “spazio” alla pasta. Una volta portata ad ebollizione, aggiungiamo il sale, circa 10 gr, e aspettiamo che riprenda a bollire l’acqua prima di inserire la pasta.

Quando abbiamo calato la pasta dobbiamo mescolare per almeno 30 secondi in modo tale da “amalgamare” il sale e la pasta. E per quanto riguarda il tempo, dobbiamo spegnere un minuto prima dei minuti riportati sulla confezione, anche se ogni tanto bisogna sempre assaggiare.

Approfontimento

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