Pochi sanno che il cancro al fegato arriva abusando di questo comunissimo farmaco

Aumentano i casi di cancro al fegato, il sesto tipo di tumore più comune in tutto il Mondo. Ecco perchè bisogna insistere sulla prevenzione. I fattori di rischio per questa malattia letale includono, come possiamo immaginare, il fumo e l’alcol. Ma è pericoloso anche ingrassare fino all’obesità, sviluppare il diabete, contrarre infezioni da epatite B e C.

Ma c’è dell’altro. Pochi sanno che il cancro al fegato arriva abusando di questo comunissimo farmaco. Scopriamolo con l’aiuto degli Esperti di Salute di ProiezionidiBorsa.

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La malattia del fegato grasso non è sempre alcolica

La malattia del fegato grasso può essere anche non alcolica. L’accumulo di grasso extra, nelle cellule del fegato, non è sempre causato dall’abuso di alcol. La patologia può essere causata dal colesterolo alto o dai trigliceridi alti. Queste cause sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni, secondo l’American Liver Foundation.

Negli USA il cancro al fegato colpisce fino al 25% degli americani. Dal 1980 ad oggi, i tassi di morte sono più che raddoppiati, rileva l’American Cancer Society. Una accelerazione, però, dobbiamo cercarla tra il 1990 e il 2015 anche a causa del crescente abuso di farmaci come il paracetamolo. Vale a dire il principio attivo presente anche nella Tachipirina. Un singolo sovradosaggio di paracetamolo che provochi tossicità è un fatto accidentale. Ma la tossicità si può sviluppare anche se si assumono molte piccole dosi di paracetamolo, per periodi molto prolungati.

Pochi sanno che il cancro al fegato arriva abusando di questo comunissimo farmaco

Secondo il World Cancer Research Fund, l’83% dei casi di tumore al fegato si verificano nei Paesi meno sviluppati, soprattutto quelli in Asia e Africa. I tassi di sopravvivenza sono bassi perché non ci sono sintomi precoci, quindi molti casi di cancro al fegato sono abbastanza avanzati al momento della diagnosi.

“Ci vuole un trattamento preventivo per la malattia epatica cronica”, ha detto Oliver Kennedy, autore di uno studio diffuso dalla facoltà di medicina dell’Università di Southampton nel Regno Unito. In tal senso risulterebbe ottimo il caffè. Da bere nero, caldo e senza fronzoli, intesi come zucchero e pannette.

Il consumo di caffè riduce il rischio di contrarre varie patologie

Il caffè ha dimostrato di recente la capacità di ridurre il rischio di diabete di tipo 2, morbo di Parkinson, cancro alla prostata. Previene inoltre anche l’Alzheimer, la sclerosi multipla, il melanoma e altri tumori della pelle. Uno studio del 2015, sempre dovuto ai ricercatori di Southampton, ha dimostrato che bere caffè riduce proprio il rischio di cancro epatocellulare, la forma più comune di cancro al fegato.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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