PIL tedesco in forte calo: BCE continuerà a ignorare?

Il dato sul PIL annuale tedesco limitato all’1,50% come accaduto oggi era dal 2015 che non si vedeva.

Un quadriennio di piccoli passi avanti spazzato via nel solo ultimo anno.

Quasi la crescita economica seguisse le dinamiche di borsa ove in poche settimane vengono rimangiati i guadagni di mesi.

Le attese degli analisti erano già posizionate al +1,50% in effetti pubblicato.

Il rallentamento evidente del ciclo economico germanico degli ultimi mesi aveva fatto rizzare le antenne.

Di fatto però la conferma ufficiale di un dato di PIL così debole ha aumentato le già presenti preoccupazioni.

La parola alla BCE: QE LTRO o cosa?

La BCE fin qui si è fatta forza nella sua impostazione restrittiva che ha comportato la chiusura del QE europeo principalmente della crescita tedesca.

Ora come la mettiamo?

Qualcuno parla di una ripresa dello stesso QE, altri di nuove iniezioni di liquidità  da parte della BCE con i famosi LTRO ovvero come recita il sito di borsa italiana:

“operazione di rifinanziamento di più lungo termine, letteralmente), sono normalmente delle transazioni tese a fornire liquidità al sistema e di regola sono condotte con cadenza mensile e scadenza a tre mesi. E’ però possibile che le LTRO avvengano anche a intervalli irregolari e con altre scadenze (sei mesi o dodici per esempio).”

Idee concrete per il rilancio

La realtà che noi vediamo è quella di un’Europa zoppicante per i seguenti motivi:

– bassi livelli occupazionali e difficoltà nella creazione di nuovi posti di lavoro;

– al di là delle problematiche legate alla robotizzazione e all’utilizzo (sfruttamento) di manodopera “delocalizzatata” a basso costo il vero problema per il lavoro è l’eccesso di burocrazia che frena l’imprenditorialità nascente e inceppa  quella già esistente;

– la situazione precaria delle banche europee è sempre stata affrontata garantendo liquidità  (QE e LTRO appunto) ma mai liberando le banche stesse definitivamente dagli asset tossici accumulati negli anni della crisi finanziaria.

Anzi in alcuni casi le banche hanno proseguito sullo stesso crinale di operatività… accumulando altra carta straccia, spesso anche a leva.

La liquidità non serve o comunque non è l’unica soluzione

Tutti questi fattori ci fanno pensare che La liquidità non serve o comunque non è l’unica soluzione da adottare per invertire il trend economico europeo in un’ottica di crescita PIL.

E, si noti bene sarebbe auspicabile che finalmente Bruxelles desse direttive valide ed eguali per tutti.

Una seria politica del lavoro non potrà prescindere da una stabile struttura di sgravi fiscali per chi assume.

Allo stesso tempo la creazione di posti di lavoro, Trump e ora anche la Cina insegnano, tramite una corazza di investimenti pubblici ben finalizzati.

La “deburocratizzazione” delle attività è un altro step da mettere immediatamente in agenda per rilanciare la voglia d’imprenditorialità ma soprattutto le probabilità di riuscita.
Infine la leva fiscale che per le aziende deve essere fissa in tutti i paesi e focalizzata con percentuali a scalare a fronte della conservazione o creazione di posti di lavoro.

Una montagna di liquidità senza una serie di iniziative concrete finalizzate a un strutturale rilancio del ciclo economico dopo qualche effervescenza di borsa ci riporterebbe esattamente al punto attuale.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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