Piazza Affari tira dritto e non ha paura della crisi politica

Da sempre, si sa, il fattore politico può influire in maniera determinante sui mercati. Ultimamente, però, questo dato non sembra più rientrare tra gli assiomi. Una piccola dimostrazione, per quanto estremamente relativa, avviene proprio per quanto riguarda oggi il mercato italiano. Una relatività che deriva proprio dal fatto che la politica italiana è sempre stata caratterizzata da crisi di governo, reimpasti, ribaltoni ed altre piccole tempeste che lasciano il tempo che trovano. Ancora di più se, come quella che sta avvenendo in queste ore, non trovano riscontro nell’opinione pubblica. Infatti, stando ai sondaggi, la maggior parte delle persone e dei comuni cittadini, non condivide l’opportunità di una scelta che viene definita spesso inappropriata. Soprattutto nei tempi. Anche per questo motivo Piazza Affari tira dritto e non ha paura della crisi politica.

I mercati europei

Un segno più che, ad onor del vero, è condiviso con il resto dei mercati europei. Infatti quando mancano 15 minuti alle 13, il Dax di Francoforte registra un vantaggio dello 0,34%, il Cac 40 di Parigi resiste, seppur di poco, sopra la parità con uno 0,06%. In territorio positivo anche il Ftse 100 inglese con lo 0,3%.

I giudizi degli analisti sui titoli di Piazza Affari

Piazza Affari tira dritto e non ha paura della crisi politica. Numeri alla mano il suo saldo, seppur parziale, è dello 0,5% non più tardi delle 12.45. Guardando ai giudizi degli analisti sui titoli di Piazza Affari è interessante segnalare il report di Mediobanca con vari outperform. IN particolare su Anima Holding (target fissato a 4,50 euro), Astm (28,10 euro), Enel (MIL:ENEL) 9,50 euro) e, tra gli altri, anche Unieuro (17,20 euro) solo per citarne alcuni. Kepler Cheuvreux  consiglia di comprare Exor (t.p a 76 euro) mentre Banca Imi assegna i suoi buy a Stellantis (17,80 euro), Hera (4,70 euro), Iren (3,50) e Telecom Italia (0,54 euro).

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Gli eventi più importanti nel calendario

Agli orari prefissati si può consultare il calendario macroeconomico per leggere l’esito dei dati macroeconomici pubblicati. Tra i dati macro più interessanti della giornata è da segnalare l’inflazione tedesca di dicembre, in rialzo a 0,5% (m/m) contro il -0,8% della rilevazione precedente. Inoltre la Germania si distingue anche per i 61 punti dell’indice ZEW, questa volta di gennaio, in aumento contro i precedenti 55 di dicembre.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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