Piazza Affari, tornerà sui massimi del 2000?

L’ultima seduta per Piazza Affari ha visto un +0,43% con un traguardo che la lascia ancora lontana dai 22mila punti. Ma l’ottimismo c’è, se non altro per quel 19% di crescita visto in 4 mesi da inizio 2019. E non è detto che Piazza Affari non possa tornare sui massimi dell’anno 2000.

Piazza Affari nel 2019

Piazza Affari alla fine del 2018 registrò una perdita del 16,5%, perdita che, però, è stata quasi del tutto recuperata nei primi tre mesi di quest’anno. Il 2019, come più volte detto, infatti, è stato caratterizzato da un ampio ammorbidimento della prese di posizione da parte della FED, prese di posizione che, invece, alla fine del 2018 avevano fatto tenere un inasprimento delle condizioni di credito, parallelamente ad un rallentamento dell’economia globale.

Dall’altra parte dell’oceano, però, la BCE ha preferito continuare non solo ad essere paziente ma anche a progettare un possibile nuovo progetto di Tltro.

I pilastri che muovono Piazza Affari

Il motivo? Favorire il sistema delle banche, sistema che, in questa prima parte dell’anno ha già visto buone performance.

Ovviamente il vasto e variegato panorama del credito non può accomunare tutti gli istituti indistintamente. Ma resta il fatto che a determinare una performance di tale portata sia stata, in gran parte, proprio la BCE. Sebbene i dettagli della possibile, nuova, Tltro non siano stati ancora ufficializzati e nemmeno resi noti, le banche potranno comunque riuscire a sfruttare un’occasione vantaggiosa.

Una decisione, quella della BCE che nasce dalla consapevolezza di un sistema di credito che, nel Vecchio Continente, è particolarmente bancocentrico.

Da qui la necessità di mettere gli istituti di credito su di un piano favorito in casi di strategie di stimolo per l’economia reale.

Previsioni per l’Italia

Sul tavolo ci sono i primi e più importanti dati macro, quelli riguardanti il PIL  del primo trimestre. In Italia si è registrato un +0,2% mentre in Europa si è arrivati al +0,4% e nella zona Ue al +0,5%. Numeri che, almeno per il Vecchio Continente, allontanano lo spettro di una recessione e mettono in stand by il tanto temuto rallentamento economico. Per Roma, però, quel risultato, seppur decimale, è la conferma dell’uscita fuori dalla recessione tecnica vista nel 2018. Per la precisione negli ultimi due trimestri. Migliora la produzione industriale con un rimbalzo più marcato nel settore delle costruzioni.

La firma del trattato Usa-Cina

Intanto indiscrezioni sempre più insistenti vogliono la firma all’accordo commerciale Usa-Cina, ormai sempre più vicino. Una firma che, se confermata ufficialmente, farà scattare ovunque l’ottimismo. Infatti proprio la Spada di Damocle dei dazi si è rivelata essere la principale zavorra per le borse internazionali già dalla fine del 2018.

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