Piazza Affari è rimasta ferma al palo impaurita dal rischio di questa eventualità

Borse europee immobili anche dopo la decisione della FED. Ieri la Banca Centrale americana ha deciso di tenere fermi i tassi di interesse nella fascia 0,00-0,25%. La decisione era scontata, meno scontato era cosa avrebbe detto il presidente della FED. Da lui si attendevano indicazioni su quando la politica accomodante della Banca Centrale USA avrebbe iniziato a cambiare. E la risposta è arrivata. Per la FED il rialzo dei tassi di interesse non è previsto prima della fine del 2023, quindi tra oltre due anni.

I mercati hanno preso con cautela la notizia, per due ragioni. Qualche tempo fa la FED aveva indicato come fine del 2024 l’inizio dell’aumento dei tassi. Ma adesso questa data è stata anticipata di un anno. Il che significa che in futuro potrebbe essere anticipata nuovamente.

La seconda ragione fa riferimento a un commento che ieri ha fatto Jerome Powell, presidente della FED. Powell ha ammesso che se l’andamento dell’inflazione o le aspettative, dovessero salire in modo notevole o persistente, la politica monetaria verrà modificata. In parole povere ha ammonito i mercati. Se l’attuale fiammata inflazionistica non dovesse essere transitoria, i tassi d’interesse saliranno prima del 2023.

Piazza Affari è rimasta ferma al palo impaurita dal rischio di questa eventualità

Così ieri Wall Street ha chiuso in calo e oggi le Borse europee si sono mosse con molta cautela. Pochi gli acquisti, poche le vendite. Gli operatori hanno preferito stare alla finestra e probabilmente questo accadrà anche domani. Intanto oggi i listini europei hanno replicato l’andamento della seduta di ieri, che a sua volta era stata molto simile alla precedente. Al termine della giornata la Borsa tedesca ha guadagnato lo 0,1%, la Borsa francese lo 0,2%, mentre Londra ha ceduto lo 0,4%. Ma sulla Borsa inglese ha pesato l’incertezza di una recrudescenza della pandemia, nella variante indiana.

A Milano la Borsa ha chiuso in calo dello 0,2% fermata dalla paura di una fiammata inflazionistica. Piazza Affari è rimasta ferma al palo impaurita dal rischio di questa eventualità. Il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) ha chiuso a 25.713 punti e questa è una buona notizia. A dimostrazione che quota 25.700 punti è sempre più una soglia cardine.

Tra i rialzi da segnalare nel paniere principale, la rimonta di Ferrari, che ha chiuso in guadagno di quasi il 2%, e di Amplifon. Gli Esperti di ProiezionidiBorsa avevano fatto un focus sul titolo in questo articolo. Infine è da segnalare l’ennesimo balzo di Tod’s. Nell’articolo: “Questa figura può cambiare il futuro prossimo della Borsa di Milano”, avevamo indicato le potenzialità rialziste del titolo. Che sono state confermate.

Approfondimento

Questa l’analisi multidays e il punto sui mercati internazionali dell’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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