Piante e fiori appassiti: il crack da 1,5 miliardi

Piante e fiori appassiti: il crack da 1,5 miliardi è servito a seguito della pandemia del coronavirus. Coldiretti fa la stima dei danni per vivai e negozi. Ai mancati incassi si aggiunge la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Il blocco di matrimoni, eventi, cerimonie ha inferto un colpo mortale al mondo florovivaistico del made in Italy.

Con il crollo delle vendite, la concorrenza sleale di importazioni dall’estero la risalita si fa più dura. Miliardi piante e fiori mandati al macero durante la pandemia.

Perché il settore è in crisi

Quest’anno non sono stati celebrati 60mila matrimoni, si aggiungono cresime, comunioni, battesimi, eventi pubblici, fiere e assemblee, sospensione dei funerali e la chiusura dei cimiteri. Nel periodo molte aziende  realizzano il 75% del fatturato. In queste condizioni è difficile risalire la china. Il valore della produzione italiana di fiori e piante è stimato in 2,57 miliardi di euro. Nel comparto ci sono 27mila imprese e generano 200mila posti di lavoro.

Come salvare il settore

La Coldiretti chiede ad alta voce misure urgenti per il settore florovivaistico. A breve iniziano i  nuovi cicli colturali e senza soldi per poter investire l’attività si blocca. Dare liquidità alle imprese è prioritario. L’associazione ha chiesto anche indennizzi a fondo perduto a copertura dei danni subiti. La richiesta fatta al Governo dell’esenzione dal pagamento di imposte e tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali per il 2020 è morta sul nascere.

Bonus Verde

Le misure previste dal Bonus Verde potrebbero aiutare a dare slancio al settore florovivaistico. La rimozione dei blocchi fitosanitari che ancora sussistono per le produzioni vivaistiche italiane in alcuni paesi possono ritornare utili. Non c’è tempo da perdere, il profumo di fiori e piante si sta affievolendo e si trascina dietro danni irreparabili. Con piante e fiori appassiti: il crack da 1,5 miliardi è già servito.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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