I piagnistei dei tedeschi

La riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea di ieri ha restituito un sostanziale nulla di fatto e al tempo stesso non ha avuto alcuna incidenza sulle aspettative dei mercati perché queste erano pressoché assenti.

Tuttavia, durante la conferenza stampa a margine il presidente Draghi è stato incalzato con domande che hanno toccato temi sensibili soprattutto sul fronte politico: e Draghi ha risposto in modo molto deciso e muscolare soprattutto sul tema dell’indipendenza della BCE rispetto alle politiche nazionali.


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Il vero punto di forza delle parole di Draghi è stata la presa di posizione decisa contro le ingerenze politiche sull’operato della BCE al fine di preservarne e tornare a sancire l’indipendenza di Francoforte dagli umori di Berlino. Il riferimento alla diatriba con il ministro delle finanze Schauble è stata addirittura palesata, descrivendo tuttavia anche la riconciliazione arrivata ben prima della riunione di ieri.

Ma Draghi non ha risparmiato stoccate ai tedeschi soprattutto sul fronte della narrazione mediatica che viene fatta in Germania sul tema QE e sull’argomento accomodamento monetario, rispedendo al mittente le critiche e rincarando la dose con una vera e propria sveglia per i tedeschi.

Il riferimento agli effetti dei tassi negativi è sotto gli occhi di tutti e soprattutto le critiche circa il modello di business delle banche, fondi pensione e compagnie di assicurazioni fino ad arrivare al virtuoso risparmiatore tedesco, che avrebbero nei tassi negativi un forte detrimento alla propria posizione finanziaria.

La risposta è stata sostanzialmente un invito a farsene una ragione avvalorando il respingimento delle critiche e di quello che è stato trattato come un “piagnisteo” con la presentazione della situazione a livello globale.

 

Market Movers

09:00 Francia PMI Composito Markit cons. 51.6 prec. 50.0

09:30 Germania PMI Composito Markit cons. 54.8 prec. 54.0

10:00 Eurozona PMI Composito Markit cons. 53.2 prec. 53.1

10:00 Italia Ordinativi industriali a/a cons. 0.1% prec. 0.1%

11:00 Italia Vendite al dettaglio cons. 0.3% prec. -0.8%

14:30 Canada Inflazione a/a cons. 1.2% prec. 1.4%

14:30 Canada Vendite al dettaglio a/a cons. 2.0% prec. 6.4%

15:45 Stati Uniti PMI Manifatturiero Markit prel. cons 52.0 prec. 51.5

 

EURUSD

La moneta unica dopo la decisa volatilità sulla conferenza stampa del presidente della BCE Draghi di ieri torna sotto quota 1.13 attestandosi in area 1.1270 in apertura dei mercati europei. I dati Markit usciti in Europa hanno descritto prospettive sul fronte manifatturiero e servizi ancora contrastate, situazione che ha trascinato parzialmente al ribasso le borse del Vecchio Continente, ma senza rafforzare la valuta che rimane piuttosto stabile anche durante la giornata di oggi. La tendenza potrebbe comunque essere rappresentata da una chiusura dei prezzi sui livelli attuali data anche l’assenza di dati macro di rilievo in uscita negli Stati Uniti.

 

GBPUSD

La sterlina inglese che ha subito solo parzialmente la volatilità di ieri torna a scambiare in area 1.4350 in apertura dei mercati europei. La forza del cable è legata sia al consolidamento delle contrattazioni dei mercati azionari che rendono gli scambi interlocutori, sia per l’entrata a gamba tesa del presidente statunitense Obama sul tema brexit che dovrebbe favorire il fronte contrario al divorzio tra Londra e Bruxelles.

 

USDJPY

Lo yen giapponese apre la sessione europea in forte deprezzamento ritornando sopra quota 110.00 e attestandosi in apertura dei mercati europei in area 110.30 per effetto prima del consolidamento delle quotazioni dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che guadagna il 1.20% e poi sulla prosecuzione della stabilità dei mercati europei. Attenzione a possibili storni per effetto delle chiusure di posizioni long in vista della conclusione della settimana che dovrebbero comunque mantenere le quotazioni stabili tra 110.00 e 110.50.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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