Petrolio: le previsioni shock di Mizuho

Chiunque abbia pensato che il crollo delle quotazioni del barile statunitense visto in questi giorni fosse il gradino più basso registrabile sulla materia prima, potrebbe essersi sbagliato. Infatti sono arrivate sul petrolio le previsioni shock di Mizuho.

Il prezzo del petrolio dal prossimo mese secondo gli analisti di Mizuho

Un barile di petrolio Usa a -100 dollari. Questo in estrema sintesi il livello shock che potrebbe raggiungere il prezzo del petrolio già dal prossimo mese. A delineare questo possibile scenario estremo è Paul Sankey, amministratore delegato del Gruppo Mizuho. Infatti lui stesso ha recentemente dichiarato che “il petrolio è un asset difficile da gestire. La realtà è che è volatile, potenzialmente inquinante e effettivamente inutile senza un lungo processo di raffinazione”. In considerazione del fatto che i siti di stoccaggio sono praticamente al limite, è facile pensare che nel corso del prossimo mese gli effetti negativi sul prezzo potrebbero diventare estremi.

Petrolio: le previsioni shock di Mizuho

Un primo assaggio lo si è visto già nelle scorse settimane. Con la capacità di stoccaggio che aveva raggiunto il limite, i produttori hanno iniziato a pagare i compratori per eliminare gli eccessi di materia prima. Per quanto riguarda il petrolio, le previsioni shock di Mizuho prendono in considerazione anche quei 40 milioni di barili che stanno viaggiando dall’Arabia Saudita agli Stati Uniti. Si tratta di uno stock la cui vendita era stata concordata a marzo, ovvero prima dello scoppio della crisi mondiale. Inutile dire che un ulteriore carico di questo tipo non farà altro che peggiorare la situazione sul fronte dei prezzi.

Lo scenario che si sta creando

Tutto questo si sta verificando sullo sfondo di una domanda che era già debole precedentemente e che adesso, anche a causa del lockdown da coronavirus, è praticamente crollata. Lo scenario che si sta creando presuppone, tra le varie conseguenze, anche la possibilità di un cambiamento degli equilibri interni del settore. Fallimenti, acquisizioni e fusioni potrebbero arrivare ben presto tra i produttori di shale oil statunitensi, ma anche tra i grandi protagonisti internazionali. Lo stesso Sankey non sarebbe sorpreso qualora si vedessero collaborazioni ampie tra Chevron e ConocoPhilips.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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