Petrolio in rialzo: titoli da monitorare sul Ftse Mib

L’uragano nel Golfo del Messico è solo l’ultimo incidente che sta favorendo la ripresa dei prezzi del petrolio. A tutto vantaggio di alcuni titoli, anche italiani.

La situazione del petrolio

Brent a 67 dollari e Wti a poco più di 60 portano un generico sprint su tutti i titoli del settore energetico, caposaldo, insieme alle banche della Borsa Italiana. La dimostrazione del momento vincente per questo connubio si può osservare direttamente oggi guardando l’indice italiano. I primi posti della classifica dei best performer, al giro di boa della mattinata, sono occupati da bancari ed energetici. Questi ultimi rappresentati da Saipem. Nello specifico Saipem può permettersi di festeggiare l’arrivo di nuovi ordini dall’Arabia Saudita.

Il vantaggio di Saipem

Secondo fonti di stampa ci sarebbe una gara d’appalto per la costruzione di un terminal di gas naturale a Jafuraha, gara cui la stessa Saipem parteciperebbe. Il progetto, diviso in tre pacchetti sarebbe affidato a differenti ditte. Tra queste, secondo Mediobanca Securities, ci sarebbe anche un buon posizionamento per Saipem. Non solo, ma le offerte dell’ex ramo di Eni partirebbero già a settembre per poter vedere l’eventuale assegnazione dei lavori già entro la fine dell’anno.

Intanto la situazione nel Golfo Persico è sempre più delicata. Infatti 3 avi iraniane avrebbero di fatto tentato di bloccare una nave della Bp, che trasportava petrolio attraverso il Golfo Persico. Tentativo non andato a buon fine ma solo per la presenza di una nave da guerra della Marina Britannica. Allo stesso tempo, però, l’episodio, che si va a sommare a tutti gli altri precedentemente registrati nei giorni scorsi, potrebbe dare ragione al presidente Usa Donald Trump, intenzionato a creare una sorta di coalizione anche militare per la protezione delle navi che trasportano greggio nella zona.

I dividendi più alti

Se invece si volesse puntare su una strategia a base di dividendi, anche in considerazione della generosità che notoriamente caratterizza il settore, all’inizio di giugno un report di Rbc evidenziava chi, in Europa, Italia e Usa, vantava le cedole più cospicue. Ebbene se la già citata Bp ha un rendimento della cedola del 5,9%, l’italiana Eni fa anche di meglio e arriva al 6%, stesso livello registrato da Royal Dutch Shell. Intanto la Spagna con Repsol sfrutta la sua cedola del 6,2%.

Approfondimento

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