Permessi retribuiti per chi dona il sangue

La legge e i contratti collettivi disciplinano le ipotesi in cui il lavoratore ha diritto di assentarsi dal lavoro per brevi periodi mantenendo il diritto alla retribuzione.

Si applicando le disposizioni contrattuali quando le condizioni sono più favorevoli per il lavoratore rispetto a quelle previste dalla legge.

Tutti i lavoratori dipendenti possono fruire di permessi retribuiti  in determinate circostanze.

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Si pensi al decesso di un coniuge anche se legalmente separato oppure all’insorgenza di una grave infermità. O alla necessità di provvedere a interventi specifici terapeutici o visite mediche.

Inoltre, anche i donatori di sangue possono fruire dei permessi retribuiti, vediamo allora in che modo.

Permessi retribuiti per chi dona il sangue

Tutti i lavoratori subordinati che gratuitamente donano il sangue hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata durante la quale effettuano la donazione.

Percepiscono ugualmente la normale retribuzione che è anticipata dal datore di lavoro ma è a carico dell’INPS.

Il datore di lavoro, infatti, chiederà il rimborso di quanto anticipato all’Istituto di Previdenza.

Come ottenere i permessi

I lavoratori per ottenere il riconoscimento dei permessi retribuiti devono:

-donare una quantità di sangue pari almeno a 250 grammi;

-effettuare  la donazione presso un centro trasfusionale o di raccolta autorizzato dal Ministero della Sanità;

Devono poi consegnare al datore di lavoro una dichiarazione che attesti la donazione gratuita del sangue con l’indicazione delle ore di permesso e della retribuzione percepita.

Nonché un certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo, contenente i dati anagrafici del lavoratore, la quantità di sangue prelavata, il giorno e l’ora del prelievo.

Quanto dura il permesso

Il permesso ha la durata di un giorno ossia 24 ore e decorre dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per il prelievo di sangue.

La retribuzione nei permessi retribuiti per chi dona il sangue

La retribuzione della giornata di riposo per la donazione del sangue per i lavoratori retribuiti in misura non fissa, corrisponde alle ore di lavoro che il lavoratore avrebbe prestato ove non avesse donato il sangue.

Mentre per i lavoratori con stipendio fisso, l’indennità deve essere calcolata dividendo per 26 la retribuzione mensile.

Si consiglia, quindi, di donare il sangue in quanto non solo è un gesto di grande solidarietà che salva la vita a chi riceve lo riceve ed aiuta chi lo dona  ma anche per le agevolazioni di cui si può fruire.

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