Perchè saltare i pasti non aiuta il peso-forma ma favorisce altro

Un focus per capire perché saltare i pasti non aiuta il peso-forma ma favorisce altro.

Nelle diete improvvisate “fai da te” spesso si pensa di raggiungere il peso-forma, tagliando drasticamente il numero dei pasti della giornata. Si introducono meno calorie, quindi il peso non potrà che scendere. Almeno questo è quello che si sente dire dalle voci di corridoio di chi è intenzionato a perdere i chiletti di troppo in tempi record. Ma sarà davvero così? Per saperlo abbiamo cercato di approfondire cosa succede al nostro organismo quando si cambia, dalla sera per la mattina, il regime alimentare. E per farlo in modo accorto e consapevole ci siamo affidati a voci autorevoli del settore. Vediamo quindi di capire perché saltare i pasti non aiuta il peso-forma ma favorisce altro.

Digiuno o alimentazione sregolata

Saltare, a piedi pari, un pasto, ma anche mangiare ad orari sregolati, fino all’apoteosi del digiuno possono essere la causa di vari fattori scatenanti. Vediamo quali, in linea con quanto asseriscono gli studiosi e ricercatori dell’Istituto Humanitas di Milano. In primis, va detto che uno stile di vita non regolare, associato a una dieta non bilanciata, determina importanti cali glicemici. Al contempo, è lo stesso ambulatorio sulle cefalee di Humanitas ad asserire, che una riduzione improvvisa e drastica dei pasti giornalieri può diventare fattore scatenante dell’emicrania.

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Emicrania e digiuno

Stando alle dichiarazioni rese da neurologi e responsabili dell’Ambulatorio cefalee dell’Humanitas, esiste quindi una stretta correlazione tra diete sbilanciate e insorgenza di mal di testa. Per cui, nonostante, ad oggi, non sembrano esistere cibi adatti a debellare la tanto fastidiosa e, a volte, pure invalidante emicrania, qualcosa si può fare. Infatti, un corretto stile di vita e alimentare può fare molto, quantomeno, per prevenire l’insorgenza di certe cefalee.  Tra i consigli utili a combattere tale spiacevole evenienza, o a gestirne i sintomi, c’è ne è uno che segnaliamo. Vale a dire, quello relativo alla correlazione tra trattamenti farmacologici e regime alimentare. Vediamo quindi di approfondire come è possibile ridurre intensità e frequenza di attacchi di emicrania, specie se si assumono farmaci.

Vademecum alimentare

La prima raccomandazione è quella di non saltare i pasti o digiunare. Segue l’importanza di assumere cibi ad orari piuttosto regolari. E’ altresì consigliabile prediligere gli alimenti che sono meglio tollerati dal nostro organismo. Per cui al di là di intolleranze alimentari conclamate, se ci si avvede che il nostro organismo è particolarmente sensibile a certi alimenti, meglio non abusarne. Parimenti importante è l’assunzione di cibi freschi e non confezionati.

Altro ammonimento è quello di ridurre alimenti ricchi di conservanti e additivi chimici, di cui i prodotti a lunga conservazione sono spesso troppo carichi. Se a questo si aggiunge poi l’assunzione di frutta e ortaggi di stagione, legumi e cereali, salvo intolleranze specifiche, si è davvero a buon punto. Infine un consumo di alimenti cosiddetti “detox”, come zuppe, minestre, centrifugati e frullati, non potrà che aggiungere un tocco di depurazione. Come a dire, che anzichè saltare i pasti, molto meglio adottare un regime alimentare corretto e regolato. A ringraziarci sarà non solo il corpo, ma anche la testa, meno esposta al rischio di affaticamento ed emicranie. Ecco spiegato perché saltare i pasti non aiuta il peso-forma ma favorisce altro.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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