Perché l’orso e il toro sono i simboli della Borsa di Wall Street

Se siamo degli appassionati di finanza o anche se siamo solo interessati a questo mondo, è molto probabile che conosciamo il “market bull” e il “market bear”. Questi due animali sono i simboli associati alla Borsa.

La fama del primo è principalmente dovuta alla scultura del Charging Bull situata a Wall Street. A questa nel 2017 è stata affiancata quella di una bambina chiamata “fearless girl”, simbolo del potere femminile. Oggi però spieghiamo una curiosità: ecco perché l’orso e il toro sono i simboli della Borsa di Wall Street.

Il toro

Il toro è una creatura vigorosa e spesso aggressiva. Per questo nel mondo della finanza rappresenta il mercato rialzista e indica quindi che le azioni stanno avendo un andamento positivo

Si dice che questa associazione sia nata sotto il regno della regina Elisabetta I. In questo contesto uno dei divertimenti più in voga era il combattimento fra questi animali selvatici e i cani. Da lì sono derivate le espressioni “bull beating” e “bear beating”.

Il toro indica la tendenza rialzista anche perché la sua principale arma è costituita dall’atto di incornare, gesto che va tipicamente dal basso verso l’alto.

L’orso

Invece questo animale, considerato placido e protettivo, indica al contrario la tendenza ribassista. Si pensa che questa consuetudine sia correlata a un’abitudine dei venditori delle pelli d’orso.

Questi ultimi le compravano dai cacciatori a dei costi sempre fissi. Per questa particolarità il prezzo aveva costantemente un calo di valore. L’associazione di questo mammifero con il mercato ribassista è dovuta anche al fatto che questo attacca generalmente chi sta sotto di lui, chinandosi verso terra.

Oggi abbiamo spiegato perché l’orso e il toro sono i simboli della Borsa di Wall Street. Se si desidera scoprire altri approfondimenti che spiegano simboli e modi di dire attualmente in uso, consigliamo questo articolo molto interessante. Eccolo qui: “Perché si dice che il momento perfetto per fare le pulizie sia Pasqua o la primavera”.

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