Perché non comprare gli ETF a leva in nessun caso

A volte dalla Redazione vengono girate, a noi dell’Ufficio Studi, delle domande in cui si chiede la nostra opinione su alcuni prodotti finanziari. Diverse richieste ci hanno chiesto di parlare degli ETF a leva, e noi lo facciamo. Con una avvertenza. Sebbene siano potenzialmente capaci di grandi performance, non funzionano. E vi spiegheremo perché non dovete comprare gli ETF a leva in nessun caso.

Questi ETF replicano un indice, ma con un effetto leva, con un effetto moltiplicatore, che può essere due, tre o addirittura cinque. A seconda del prodotto che comprate, quindi, si avranno dei rendimenti e delle perdite doppie, triple, o persino quintuple. Apparentemente è un modo interessante per investire se qualcuno è molto propenso al rischio, o alla speculazione. E quindi è disposto ad accollarsi grandi perdite per ottenere grandi rendimenti, giusto? No, la risposta è proprio no. Questi ETF sono dei pessimi pessimi prodotti praticamente nel 90% dei casi. Vi esporrete a un maggiore rischio, ma non a maggiori rendimenti.

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Partiamo dal funzionamento base di un ETF a leva. Su quelli normali, cioè quelli che replicano passivamente un indice, dovreste sapere tutto, ormai. Il tipo di replica di un ETF a leva, che deve fare il doppio dell’indice, non può essere la replica fisica standard. Comprare le aziende contenute nell’indice sperando che queste aziende performino il doppio di loro stesse non ha senso. Quindi si utilizza un altro tipo di replica, ossia quella sintetica. Su questa non ci dilungheremo, perché i dettagli e le differenze tra ETF li trovate in questo articolo.

Perché non comprare gli ETF a leva in nessun caso

Ad essere completi bisognerebbe dire che la replica sintetica ha sempre un maggior rischio rispetto alla replica fisica, perché la replica sintetica può coinvolgere una controparte. Quindi una grande banca di investimento, ad esempio, e la controparte può far sì che la replica non sia adeguata.

Il problema degli ETF a leva non è questo. E non sono nemmeno le commissioni, che sugli ETF a leva sono il triplo, il quadruplo, addirittura il quintuplo di quelli normali. Abbiamo quindi capito che se un ETF fa +1%, un ETF a leva 2 farà il 2%. Quindi abbiamo una replica giornaliera perfetta dell’indice. Questa è la parola chiave, giornaliera. Il gestore crea dei prodotti che possono replicare l’indice con una leva su base giornaliera, non su base settimanale, mensile o addirittura annuale.

E facciamo un esempio semplice, con due ETF sull’S&P500, uno tradizionale e uno a leva 3. Su entrambi investite 100 euro. Il primo giorno la Borsa va alla grande, e fa +3%. Il primo ETF va a 103 euro, quello a leva 3 va a 109 euro. Il secondo giorno però la Borsa perde il 4%. Il primo ETF scende a 98,88, mentre quello a leva 3 scende a 95,92%. La perdita del primo ETF è -1,12%. La perdita del secondo ETF è 3,36%, vero? Invece no. La perdita dell’ETF a leva 3 è -4,08%. Perché?

La colpa è dell’effetto compounding. Che fa sì che matematicamente la leva dell’ETF non sia effettivamente quella che state comprando, ma sia una leva diversa, quasi aleatoria, che dipende un po’ dal mercato. A volte otterrete una leva superiore, a volte una leva inferiore. Ma il più delle volte otterrete una leva inferiore.

Chi è il colpevole?

I più preparati di voi potrebbero dire che è colpa di due giorni molto volatili. In effetti la volatilità è proprio uno dei fattori che rendono gli ETF a leva molto pericolosi. Quindi vanno evitati ETF a leva che replichino indici volatili, come il NASDAQ, o uno sulle materie prime. Ma già qui c’è un problema. Nel breve periodo, per quale asset siete sicuri che non ci sarà volatilità? Praticamente nessuno. Come abbiamo visto in questi ultimi mesi, oro e obbligazioni, asset ritenuti tipicamente poco volatili e abbastanza sicuri, hanno tutti avuto dei grandissimi scossoni.

Quindi già questo dovrebbe bastare a escludere qualsiasi ETF a leva. Bastano una o due settimane ad alta volatilità per far sfalsare completamente la leva di un ETF. Volete un esempio calzante? Negli ultimi 3 anni lo S&P500 ha fatto il +50. Quindi un ETF a leva 2 avrebbe dovuto fare il +100%, giusto. E invece ha fatto il +70%. Anche su un periodo medio come 3 anni la volatilità di grandi indici, con molte aziende, inficia la performance di un ETF a leva. Ecco perché non comprare gli ETF a leva in nessun caso.

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