Perchè le leggi del branco animale hanno da insegnare al branco degli umani

Un focus per capire perchè le leggi del branco animale hanno da insegnare al branco degli umani.

Sarà capitato a molti d’imbattersi, sui social, in una suggestiva immagine che ritrae un branco di 25 lupi selvatici in fila indiana sulla neve. La foto, da quanto appurato, può dirsi autentica e sembra sia stata scattata nel Wood Buffalo National Park, in Canada. Ciò che viene immortalato è un branco di lupi che si sposta per una battuta di caccia. Un’immagine che sembra aver riscosso molto successo perché, a corredo, vengono fornite pure delle didascalie esplicative sul mondo animale.

Esiste infatti una vera e propria gerarchia di posizioni che rimandano ad una strutturazione interna, funzionale al gruppo. Dunque tutt’altro, rispetto alla nostra facile associazone di idee negative, quando sentiamo parlare di “legge del branco” nella civiltà degli umani. Dove ci si aspetta che l’aggregazione di più individui faccia venire fuori la parte più oscura e primitiva legata al cervello rettiliano. Ma è davvero giusto attribuire una valenza così negativa al branco? Per saperne di più, lasciamoci guidare dai lupi della foto, al fine di capire perchè le leggi del branco animale hanno da insegnare al branco degli umani.

Gli animali alfa dominanti

Restando ancora un po’ nel mondo animale, abbiamo cercato di risalire alla didascalia originale dove sta scritto quanto segue. Vale a dire: “il branco di lupi, guidato dalla femmina alfa viaggia in fila indiana attraverso la neve profonda per risparmiare energia”. Quindi nulla lasciato al caso e per di più con una precisa utilità: risparmiare energia per la caccia alle prede. Sembra infatti che all’interno del branco, specie dei lupi, gli esemplari al comando si chiamino “alfa dominanti”.

A questi seguono i beta che rivestono ruoli di comando di livello inferiore, fino agli omega che, semplificando molto, sono quelli deputati al gioco e alla pacificazione degli “animi”. Chi sta in posizione dominante non ha però ricevuto, come accade da noi, raccomandazioni, né tantomeno si è ingraziato qualcuno. Si trova in quella posizione semplicemente perché, come è giusto che sia, ha dimostrato più capacità per guidare un gruppo. Un bravo capo branco è infatti colui che sa assicurare lunga vita a tutta la sua comunità.

Gli umani del branco

Cerchiamo ora di capire perchè le leggi del branco animale hanno da insegnare al branco degli umani. Trasferendoci dal pianeta animale a quello umano, il passaggio è tutt’altro che indolore. E le vicende che si susseguono, purtroppo, a ritmo sempre più incalzante, non fanno che provocare un sano sconcerto. Il branco degli umani non attacca certo, come accade tra gli animali, per fame e istinto di sopravvivenza. La vittima su cui il branco si scaglia, con violenza ingiustificata e inaudita, è spesso pure una persona palesemente più debole e indifesa.

Riferendoci al pestaggio mortale di  Colleferro, la domanda che alleggia un po’ ovunque è: “Perchè?”. In forza di quale legge del branco o della giungla, Willy Monteiro Duarte ha trovato la morte? E cosa si agita dentro chi agisce, sotto la cieca spinta del branco? Cosa si vuole dimostrare a sé e agli altri? Per squarciare il silenzio assordante, tentiamo di trovare “conforto” nell’arte e recuperiamo una grandiosa Mia Martini. Non sarà che “l’uomo in gruppo è più cattivo e quando è solo ha più paura”?

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