Perché le bollette aumenteranno così tanto e cosa ha provocato questa crisi energetica

Dal 1° ottobre è previsto un aumento del 40% sulle bollette di luce e gas. Per la precisione, la bolletta del gas aumenterà di circa il 40% e quella della luce di circa il 30%. Molti Lettori si staranno certamente chiedendo quali sono le reali ragioni dietro questi aumenti.

Il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani lo aveva già anticipato alla fine dell’estate: il rincaro sulle bollette è stato inevitabile. L’aumento di prezzi di luce e gas è iniziato, però, da luglio. Nel terzo trimestre del 2021 ARERA ha comunicato, tramite il consueto aggiornamento dei prezzi, un aumento di circa il 10% sull’energia elettrica e di poco più del 15% sul gas naturale. Ma perché le bollette aumenteranno così tanto e cosa ha provocato questa crisi energetica?

Il mercato dell’energia dopo la crisi

Le voci che aumenteranno sulla bolletta saranno quelle indicate come “oneri di sistema”. Avevamo già parlato di questo rincaro. Oggi, però, l’analisi sarà più orientata alle motivazioni per le quali questi rincari colpiranno le tasche degli italiani.

Un primo fattore che ha provocato l’aumento dei prezzi di luce e del gas è la crisi economica provocata dal coronavirus. Una forte inflazione è da sempre una delle conseguenze principali di questo tipo di crisi. Dopo il picco della pandemia si è registrata, inoltre, una domanda sempre maggiore di energia. In più, c’è stato anche un aumento dei prezzi delle materie prime. Ecco nel dettaglio cosa sta succedendo.

A causa dell’inflazione, i prezzi delle materie prime sono aumentati. Questa è anche una conseguenza dell’aumento di domanda. Con il lockdown molte aziende hanno dovuto interrompere le loro produzioni: quando si è potuto tornare a lavorare, ed è ripartita la produzione industriale, si è verificato un enorme aumento della richiesta di energia. Generalmente, all’aumento della domanda, di conseguenza aumentano i prezzi.

Perché le bollette aumenteranno così tanto e cosa ha provocato questa crisi energetica

Bisogna considerare anche il fattore climatico. In primavera c’è stata una maggiore richiesta di gas a causa del freddo prolungato, che ha avuto come conseguenza un uso maggiore degli impianti di riscaldamento. Discorso diverso per l’estate, dove le temperature elevate hanno costretto a un uso maggiore dell’aria condizionata e quindi a un bisogno maggiore di energia elettrica.

Infine, un altro fattore da considerare è l’aumento dei prezzi dei permessi di emissione di CO2. Questi permessi si chiamano Emission Trading Scheme e sono lo strumento attraverso il quale l’unione europea controlla le emissioni inquinanti e gas serra prodotte dagli impianti.

Il governo è già intervenuto con il cosiddetto Decreto Energia per consentire alle famiglie di pagare tutto il dovuto. Sono stati stanziati 3,4 miliardi di euro ed è stato rafforzato il Bonus Sociale per tutte le famiglie che possiedono i requisiti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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