Perché la pandemia è così negativa per le pensioni?

Una cosa che le persone sottovalutano, parlando di pensioni, è l’effetto che la pandemia attualmente in corso possa avere sulla loro pensione. La loro pensione di anzianità, quella normale, per dire. Quella che passa anche sotto il nome di pensione obbligatoria. Perché la pandemia è così negativa per le pensioni? Come ben sapete, tutti i dipendenti versano contributi alla cosiddetta pensione obbligatoria. Cioè, per intenderci l’INPS e le casse professionali.

I contributi che via via versiamo nel tempo andranno a formare quel montante finale in base al quale, nel momento del pensionamento, verrà calcolata la pensione mensile che ci spetterà. Non ci soffermeremo sui metodi di calcolo che sono stati introdotti via via con le riforme degli ultimi 20 anni, quindi retributivo puro, misto, o contributivo puro. Vogliamo soffermarci su un aspetto che riteniamo più importante.

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Infatti, al di là del metodo di calcolo utilizzato, va da sé che più contributi riusciamo a versare, più il nostro montante finale sarà alto. E, di conseguenza avremo maggiori possibilità di avere una pensione alta. Di cosa parliamo, quindi? Stiamo parlando del tasso di rivalutazione annua dei contributi versati. Che esiste per combattere l’inflazione. Come è stabilito questo tasso anno di rivalutazione? Esso è regolato dalla L. 335 dell’8 agosto 1995. In base alla riforma pensionistica di quell’anno, viene dichiarato ogni anno dall’ISTAT, ed è calcolato come la media dell’andamento del PIL dei cinque anni precedenti. State cominciando a capire?

Perché la pandemia è così negativa per le pensioni?

Due parole sul PIL italiano dagli anni ’70 ad oggi, allora, per far vedere la direzione in cui stiamo andando. Negli anni ’70 la rivalutazione è stata tra il 15,6% e il 21%, quindi positiva. Negli anni ’80 inizia l’inversione di tendenza, perché la rivalutazione si collocò dal 20,3% all’11,53%. Un bel crollo. Che è continuato negli anni ’90, andando dal 10,52% al 5,65%. E negli anni ’10 di questo secolo siamo scesi ancora, dal 5,17% al 3,32%. Nella decade appena trascorsa la media del PIL a 10 anni è stata dello 0,91%. E quella più utile, cioè quella a 5 anni, appena sopra, dello 0,93%.

L’andamento del PIL italiano è stato un continuo decrescere dagli anni ’80 ad oggi. Ma la brutta notizia arriva, ahimè, con la pandemia. Essendo infatti il tasso annuo di rivalutazione dei contributi il risultato di una media dei PIL dei cinque anni precedenti, il risultato pesantemente negativo del 2020 si ripercuoterà per i prossimi cinque anni. Cosa vuol dire questo? Perché vi diamo questa brutta notizia? Prima di tutto perché probabilmente non lo sapevate, ed è sempre bene essere informati. Poi perché se non avete già programmato un percorso pensionistico complementare, per integrare la pensione di anzianità, il consiglio è quello di attivarsi sin da subito con il vostro consulente finanziario. Ecco perché la pandemia è così negativa per le pensioni.

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